Resta in vigore l’ordinanza per abbassare il livello di Pm 10, che prevede limitazioni nella circolazione dei veicoli e 21 gradi al massimo negli immobili a uso residenziale.
Ma Varese non può effettuare i controlli della temperatura di abitazioni, negozi e uffici perché non ha il personale formato ad hoc.
Una beffa, tanto più se si considera che sono due anni che il Comune ha aderito al protocollo della regione per contenere lo smog.
Intanto la qualità dell’aria diventa sempre peggio: gli ultimi dati disponibili mostrano che il Pm 10, il giorno 11 dicembre, è salito ancora, toccando i 67 microgrammi di polveri per metro cubo di aria (il limite è 50).
Che senso ha emettere un’ordinanza, se poi non si può farla rispettare? «Prima d’oggi non avevamo i soldi per attivare un bando e cercare gli accertatori abilitati dalla Regione – spiega l’assessore all’Ambiente – Controllare la temperatura è molto complesso: non basta leggere il termometro. Bisogna saper usare strumentazioni complesse e valutare l’influenza di parametri diversi».
«Il numero di persone all’interno di un centro commerciale, per esempio, modifica la temperatura. Se non è misurata da personale formato ad hoc, qualsiasi valutazione può essere impugnata da parte di un avvocato. Adesso, con parte delle sanzioni date agli impianti termici non a norma, abbiamo recuperato diecimila euro per poter fare il bando». Nello specifico; il bando di gara per cercare gli accertatori verrà aperto tra gennaio e febbraio.
© riproduzione riservata













