Ieri era l’ultimo giorno per pagare l’Imu sulla seconda casa. E, fino al termine ultimo, c’era ancora chi non sapeva quanto dovesse sborsare.
Tanto è vero che ancora ieri persone si sono rivolte ai caf della città per avere delucidazioni. Una cartelletta di fogli in mano e un bel punto interrogativo disegnato sul volto.
«Mi sarei aspettato un “trattamento conservativo” e invece mi sono trovato a pagare 186 euro contro le 113 dello scorso anno – dice , intervistato davanti dal Caf della Cisl – Il rincaro, ovviamente, dipende dai Comuni che hanno alzato le aliquote. Adesso, finita di pagare una tassa, rimangono tutti i dubbi relativi all’Imu sulla prima casa. Siamo in alto mare, cosa che non stupisce. Anzi, non sapere nulla di quello che ci aspetta è la regola in questo Paese».
«È uno schifo – continua , che ci tiene a dire la sua – Il cittadino chiede chiarezza e invece non ha mai una risposta che sia quella giusta e definitiva».
Ancora oggi, infatti, non si sa se si dovrà pagare la mini-Imu o meno. La speranza è che la tassa venga tolta, ma sarà davvero così? «La confusione del Governo si riflette nelle tasse – ribadisce , che ancora ieri ha provato ad avere le risposte che cercava, rimanendo a bocca asciutta – Sono già venuta altre volte al caf per tentare di capire a quanto ammonterà la mini-Imu, ma per il momento non si sa nulla».
L’Imu si conferma sempre di più un rebus. Ma, presidente delle Acli, spiega che a tutti i loro assistiti è stato spedito il modello F24 per pagare l’Imu sulla seconda casa (cosa che alcuni Comuni non hanno fatto perché l’importo della seconda rata dell’Imu era uguale alla prima). «È vero che moltissimi cittadini si sono rivolti ai nostri sportelli, il momento di maggior picco è stato giovedì e i telefoni sono stati roventi – dice Moriggi – Noi abbiamo spedito l’F24 a casa, ma alcuni cittadini lo hanno ricevuto tardi e così sono venuti di persona».
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