Piove, ma l’ordinanza antismog in vigore nel comune di Varese dal 12 dicembre non viene revocata.
E questo nonostante gli ultimi dati disponibili, rilevati il 19 dicembre dalla centralina di via Copelli, parlino di una concentrazione di Pm 10 pari a 38 microgrammi di polveri per metro cubo d’aria (quindi Varese si trova sotto il limite di 50, sopra al quale bisogna prendere provvedimenti). Come mai, allora, non ci si sente “fuori pericolo”?
La risposta è che due giorni di pioggia non sono sufficienti a far tirare ai varesini un sospiro di sollievo.
L’Arpa prevede, da oggi fino al 23 dicembre, il ritorno di condizioni favorevoli all’accumulo delle pericolose polveri.
«Ci sarà una graduale attenuazione delle precipitazioni ovunque fino a esaurimento – dice Arpa – Il cielo sarà nuvoloso, a tratti molto nuvoloso, con precipitazioni molto deboli e irregolari in pianura. Ventilazione molto debole per i successivi giorni e pertanto condizioni favorevoli alla dispersione degli inquinanti».
Il Pm 10 salirà ancora e sarebbe inutile revocare l’ordinanza per farla tornare in vigore poco dopo.
Continua dunque il divieto di circolazione, dalle 7.30 alle 19.30, su tutto il territorio comunale comprese le strade provinciali e statali con esclusione di autostrade e strade di interesse regionale dei veicoli euro 0 benzina; degli euro 0, euro 1, euro 2 diesel, motocicli e ciclomotori a due tempi euro 0.
La temperatura delle abitazioni residenziale non può superare i 21 gradi.
Da gennaio, infine, entrerà ufficialmente in vigore il protocollo che introduce l’obbligo di circolare a targhe alterne dal settimo giorno di superamento di Pm 10 e che dà il via ai controlli nei negozi e negli uffici per verificare la temperatura degli ambienti.
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