MODENA Dalla A di Aldera alla P di Pisani, le voci del trionfo. Il direttore generale Massimo Aldera: «Approccio giusto, una final four è sempre una manifestazione diversa, ci vogliono tecnica e mentalità. La Champions? Apre una prospettiva nuova. La politica non cambierà: continueremo a spendere oculatamente, non abbiamo mai sprecato e i risultati ci sostengono».
Christina Bauer: «Non sembriamo neanche stanche, abbiamo lottato e non vogliamo fermarci». Veronica Bisconti: «La prima cosa che mi viene in mente? Dai cazzo!». Valeria Caracuta: «Non ho parole. Grande merito di un gruppo fantastico». Chiara Dall’Ora: «Stupendo. Sta andando tutto bene, continuiamo».
Il presidente Michele Forte: «Ho dentro qualcosa che non posso descrivere. Le giornate come questa sono state costruite nel tempo, rivoltandosi le maniche dal 25 aprile 2000, il giorno uno delle Futura. Quanto c’è di Carlo Parisi? Tanto, è con noi da otto anni». Helena Havelkova: «È andato tutto al meglio, quasi come non avessimo giocato cinque set soltanto ieri. Non abbiamo mollato un pallone e ce la siamo meritata. Se ho chiamato l’ultimo punto? Chiedete a Carli!».
Aneta Havlickova: «Felicità, è la prima volta per molte di noi. Avevo fastidio al polpaccio, ma la partita era troppo importante: volevo giocare a ogni costo». Giulia Leonardi: «Oggi, come sempre, prima di entrare abbiamo ballato in spogliatoio “Ai se eu te pego”: eravamo emozionatissime, ma anche concentrate al massimo». Carli Lloyd: «Fantastic! Conosciamo la fatica che c’è voluta per arrivare fin qui. Piacenza è una buona squadra, ma noi sapevamo quello che dovevamo fare. Sono fiera di ognuna delle mie compagne». Silvia Lotti: «Abbiamo un sacco di impegni, ma siamo un gran gruppo. È la mia terza medaglia vinta ed è stupenda».
Francesca Marcon: «Non è un periodo facile, la fatica c’è. Anche per questo sono felice». Floortje Meijners: «Poteva essere difficile, loro sono forti, ma abbiamo giocato alla grande. Non vogliamo fermarci». Carlo Parisi: «Superate prove importanti dal punto di vista tecnico e nervoso, momenti in cui la sconfitta può essere determinante, non come una normale battuta di arresto in campionato. Ci eravamo detti: speriamo queste partite ci diano solo ciò che di positivo può venire dalla tensione, la squadra ha risposto. Ragazze esemplari: sono molto orgoglioso».
Il patron Francesco Pinto: «Prestazione perfetta, cancellata un’avversaria peraltro ottima. Il gruppo ha ancora molto da dimostrare, è la gioia più grande. La Champions è un’enorme soddisfazione ma non la consideriamo un traguardo, bensì un principio». Giulia Pisani: «Ci voleva un successo tangibile che desse la misura di quanto stiamo facendo. Se andiamo avanti? Partiamo al volo per la Polonia, vedete voi!».
Samuele Giardina
s.affolti
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