In Sudafrica niente visto al Dalai Lama; Tutu è un giorno triste

Città del Capo, 4 ott. (TMNews) – Dopo che il Dalai Lama ha annunciato che non andrà in Sudafrica perchè non gli è stato concesso in tempo il visto, il centro Desmond Tutu per la pace ha parlato della “giornata più triste” per lo Stato africano.

“Non ho parole per dire quanto mi sento triste. E’ il giorno più nero. Le nostre autorità non si sono prese neanche la briga di rispondere alla richiesta” del visto, ha dichiarato il portavoce Nomfundo Wazala.

L’arcivescovo anglicano aveva invitato il leader spirituale dei tibetani al suo ottantesimo compleanno (il 7 ottobre) e a inaugurare la conferenza in programma sabato a Città del Capo “Desmond Tutu per la pace”. “Sua santità doveva partire per il Sudafrica il 6 ottobre, ma il visto non è ancora stato consegnato”, ha spiegato questa mattina l’ufficio del Dalai Lama a Dharamsala, nel nord dell’India, residenza dei tibetani in esilio.

Da parte sua, il portavoce del ministero sudafricano degli Affari esteri, Clayson Monyela, ha dichiarato che “sfortunatamente, il Dalai Lama ha deciso di annullare il suo viaggio, è la sua decisione e ne prendiamo atto”. Secondo Monyela, “l’originale del passaporto è stato depositato solo il 20 settembre data che fa fede per la domanda del visto”.

“Un visto in ritardo equivale a un visto rifiutato”, ha attaccato un deputato dell’opposizione, Stevens Mokgalapa, definendo il comportamento del governo sudafricano “inaccettabile”. Secondo l’esponente di Alleanza democratica, “ritardando la sua decisione, ha permesso alla Cina di dettare la linea di politica estera”.

Già nel 2009 lo Stato africano aveva negato al leader spirituale dei tibetani l’entrata in territorio sudafricano per partecipare a una conferenza sulla
pace e il calcio nel timore di far arrabbiare Pechino, partner economico e diplomatico di rilievo. Gli ultimi
viaggi in Sudafrica del capo spirituale dei tibetani risalgono al 1996, quando fu accolto dall’allora presidente Nelson Mandela, poi nuovamente nel 1999 e 2004.

Cuc

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