VARESE Un Primo Maggio più difficile che mai, con il lavoro malato e – è il coro – il lavoro unica cura.
Oggi abbiamo raccolto diverse voci della provincia. «Il lavoro deve tornare ad essere un punto fermo per ricostruire il futuro del Paese – commenta Antonio Ciraci della segreteria varesina della Cgil – È un tema fondamentale soprattutto nella nostra provincia che proprio per la sua forte vocazione manifatturiera ha risentito più di altri territori la crisi che perdura da quattro anni. Il lavoro è l’unica cura per risanare questo sistema economico malato».
Secondo il sindacalista occorre inoltre una politica seria per rilanciare l’hub di Malpensa. Monica Avanzi, delegata sindacale Cgil lavora in Sea dal 1999 e ha assistito al declino dello scalo aeroportuale: «Il futuro ci spaventa – ammette preoccupata la donna – sono laureata in psicologia e ho abbandonato la mia carriera da libera professionista per un posto fisso e sicuro all’aeroporto. Questa sicurezza che è venuta a crollare per mancanza di una politica di rilancio. Domani (oggi ndr) scenderò in piazza a Varese per dare un segnale forte di partecipazione».
Secondo Michele Tronconi, imprenditore e presidente di Sistema Moda Italia, la festa dei lavoratori deve essere un’occasione per «pensare alle condizioni favorevoli affinché le imprese siano disposte a creare posti di lavoro».
Si raccontano anche i disoccupati. Katia Berti, 42 anni, di Fagnano, da un anno vive con il sussidio di disoccupazione, dopo avere lavorato per due decenni come operaia.
«Quando è subentrata la crisi hanno iniziato a non pagare più gli stipendi e mi sono trovata costretta a concordare il licenziamento – racconta la donna – il mio lavoro è diventato quello di cercare lavoro, ma le risposte non arrivano. Ho bussato a tantissime porte, anche nei centri commerciali; mi sono iscritta alle agenzie interinali. Sono costretta a vivere in casa con mia madre perché non riesco a pagare l’affitto».
E dal prevosto di Busto, neo vicario episcopale di Varese, Franco Agnesi viene un incoraggiamento: facciamoci carico l’uno dell’altro e ritroviamo la fiducia. Un aiuto? Anche dal neo beato Giuseppe Toniolo, economista, suggerisce.
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m.lualdi
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