«Ho sparato, ma non volevo ucciderlo, soltanto intimorirlo».
, fermato dalla polizia francese nelle vicinanze di Nizza, ha ammesso di aver esploso un colpo d’arma da fuoco contro il fratello . Una conferma di quanto raccontato dalla vittima dell’aggressione di martedì alle 12 in via Valceresio a San Fermo. Un’intimidazione che avrebbe quale movente vecchie ruggini familiari tra soldi che il fratello gli dovrebbe e mancate eredità.
Miraglia ha ricostruito con freddezza e nei dettagli l’accaduto: ha preso la sua Citroen con targa francese ed è partito martedì mattina sul presto alla volta di Varese. Una spedizione, iniziata di buon ora dopo la notte trascorsa nella sua casa in una piccolo paesino vicino a Nizza dove vive.
Nicola ha coperto la distanza e si è presentato a casa del fratello minore. Lì i due hanno litigato e lui, per spaventare Egidio, ha estratto la pistola (illegalmente detenuta, perché visti i suoi precedenti mai potrebbe avere un porto d’armi) e ha sparato fuori dalla finestra, facendo scorrere il proiettile a metri di distanza dal familiare.
L’aggressione è avvenuta nella casa di via Valceresio dove Egidio vive con la moglie e il figlio.
Dopo lo sparo Nicola è fuggito: ha preso l’auto e si è diretto in direzione del confine con la Francia. E qui è stato bloccato sei ore dopo.
In prima battuta gli viene contestato il reato di minaccia aggravata contro il fratello. Ma il pubblico ministero varesino sta attendendo l’esito degli accertamenti della polizia francese e di quella italiana prima di decidere se contestare il tentato omicidio.
Egidio Miraglia è infatti uscito illeso dall’aggressione: è stato lui a chiamare la polizia e a denunciare il fratello temendo tra l’altro che questo tornasse e facesse del male ai suoi familiari. Nicola, però, era già sulla via del ritorno e lungo la strada si è sbarazzato della pistola. Lui stesso ha ammesso di averla gettata via senza dare precise indicazioni.
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