BUSTO ARSIZIO Le risposte quotidiane del sindaco Farioli dopo le sollecitazioni di Porfidio continuano. Oggi ne accorpa tre, su investimenti, spese e altri punti.
Accorpiamo le domande n. 3 – Perché in un momento di difficoltà economica e di tagli al bilancio comunale il sindaco, gli assessori e i consiglieri non hanno promosso e approvato alcuna, seppur minima, proposta di auto-riduzione degli emolumenti e delle indennità di carica? -, n. 5 – Perché in un momento di difficoltà economica e di tagli di bilancio, l’amministrazione non ha pensato di rinunciare a spese per manifestazioni di facciata come il Giro d’Italia e il BAFF? – e n. 6 – Qual è il reale e complessivo costo per i cittadini dello staff del sindaco? Quanti sono gli addetti a disposizione come uscieri e portinai dell’ufficio del sindaco e quanti sono i dipendenti comunali che rientrano nello staff (Subdolamente rinominato come dirigenza “linee strategiche”)? Quanto è costata la ristrutturazione della cosiddetta “ala nobile” di palazzo Gilardoni occupata dal sindaco e dal suo staff? A quanto ammontano le spese di rappresentanza di questi sei anni di mandato? – dell’ex consigliere Porfidio, visto il considerevole numero di domande particolarmente interessanti che stanno giungendo dai cittadini e che oltretutto costituiscono sollecitazioni e consigli sulla corretta gestione della qualità urbana. Intendiamo accorpare la 3, la 5 e la 6, in quanto tutte relative all’utilizzo del denaro pubblico, la loro destinazione e l’incidenza dei costi pro capite sui cittadini di Busto.
“Cerco con la massima sintesi ed esaustività possibile di dare consapevolezza rispetto ad alcune richieste connesse a scelte relative al personale, alla sua destinazione, e ad opere realizzate nel corso degli ultimi anni; contestualmente mi corre l’obbligo di rendere edotti i cittadini circa le indennità e gli emolumenti di sindaco, assessori e consiglieri che, come del resto l’ex-consigliere sa perfettamente, sono pubblicati sul sito istituzionale, in uno con le dichiarazioni dei redditi dei soggetti e le loro situazioni finanziarie e patrimoniali. Dopo ampio dibattito, il consiglio ha deliberato, con votazione a larghissima maggioranza, a cui ovviamente il sottoscritto ha ritenuto di non partecipare, di non ridurre ulteriormente, avendo già provveduto a precedenti riduzioni del 10%, ma di istituire apposito capitolo di bilancio a cui devolvere liberali destinazioni
con finalità sociali e benefiche. A tale apposito capitolo afferiscono e afferiranno anche liberali destinazioni degli amministratori delle società partecipate, le cui indennità ed emolumenti, in uno con dichiarazioni dei redditi e situazione finanziaria e patrimoniale, si possono trovare sempre sul sito dell’amministrazione. Per quanto concerne le spese di personale, impropriamente definito a supporto dell’ufficio del sindaco, basti citare che esse sono costantemente diminuite dagli anni ’90 ad oggi in misura esponenziale di quasi il 50%. Per quanto concerne più propriamente gli anni che vanno dall’inizio 2000 ad oggi, occorre invece ricordare che si è passati da un costo complessivo di quasi 500.000 Euro a un costo oggi pari a 360.000 Euro. In questa struttura ovviamente non sono previsti né uscieri né portinai, ma solo ed unicamente
personale ausiliario, inquadrato con la qualifica di messo, che svolge attività ordinaria di collaborazione e di supporto a tutti i lavori di ufficio e alle numerose manifestazioni che negli anni intercorrenti tra il 1990 e il 2000, ed ancor più negli anni tra il 2001 e il 2006, periodi tutti antecedenti all’odierna amministrazione, venivano svolti da uffici afferenti ad altri assessorati. Tutto ciò a conferma che il costo pro capite per i cittadini, oggi tra l’altro aumentati sensibilmente di numero, è pari, secondo gli uffici della ragioneria, ad una incidenza pro capite inferiore di oltre il 65% ai periodi succitati.
Si tenga inoltre conto che negli ultimi sei anni le spese dell’intero personale sono drasticamente diminuite, passando da un’incidenza sulle spese correnti di oltre il 31% ad un’incidenza nel 2011 (ultimo dato disponibile) del 26%. Le assunzioni, solo effettuate per concorso, e mai ad personam come prefigurerebbe la scelta di un eventuale staff del sindaco, sono state effettuate a garanzia del turn over e per sopperire al grave deficit di cui l’amministrazione di Busto si era purtroppo caricata negli anni di figure appartenenti alle categorie protette che, come l’ex consigliere ben dovrebbe sapere, sono invece obbligatorie per legge. Per quanto concerne più precisamente invece i cosiddetti lavori dell’ala nobile di palazzo Gilardoni, che deduco coincida con gli attuali uffici occupati da sindaco, vicesindaco e segreteria, oltre che dalla dirigenza “linee strategiche”, mi corre l’obbligo di specificare che non è stata effettuata alcuna ristrutturazione ad hoc. Nell’ambito dei lavori di manutenzione e rispetto della sicurezza, per cui il sottoscritto, una settimana dopo l’elezione del 2006, ricevette precisa diffida, vista l’inadempienza maturata nel corso del precedente decennio, sono emerse particolarità architettoniche che, rimaste per decenni nascoste, ma riportate da documenti riscoperti e anche da testi dell’archivio delle opere municipali, si è provveduto, con lavori in economia, a restituire all’originaria bellezza e alla fruizione dei cittadini. Nell’ambito dell’oltre milione e mezzo di euro posti a finanziare in diversi lotti gli interventi per la manutenzione e sicurezza, tra l’altro non ancora tutti spesi e oggi oggetto di interventi a tranches negli uffici sia al primo piano, sia al piano terra, i lavori inerenti interventi su tetto, vetrate, pavimenti, messa a norma degli impianti e bagni relativi agli uffici summenzionati ammontano complessivamente a 180.000 Euro. Come molti cittadini sanno, proprio per consentirne la fruizione a tutta la cittadinanza che voglia goderne, a partire dall’estate 2010 si è voluto aprire al pubblico il palazzo municipale in molte occasioni, così come l’archivio storico del palazzo stesso, oggetto di molte visite guidate che, naturalmente, pensiamo di riproporre periodicamente, così come intendiamo da oggi proporre visite guidate a villa Calcaterra, restituita anch’essa alla fruizione con il suo splendido parco, e dove, a partire dal mese di settembre, mi recherò con cadenza bimestrale per ricevere cittadini ed associazioni. Tutto ciò nell’ottica che le proprietà pubbliche debbano essere sempre più utilizzate, non solo per fini strumentali all’interesse della città e dei suoi cittadini, ma anche sempre più patrimonio ed orgoglio degli stessi (res omnium et non unius aut nullius….amo molto gli spaghetti alla carbonara ed i salti in bocca alla romana, n.d.r.).
E’ proprio infatti dal vivere le cose di tutti come proprie di ciascuno che ne nasce il rispetto e non il degrado.
Per ultimo, mi preme tornare, seppur solo per brevi cenni, su Giro d’Italia e BAFF. Solo chi non abbia avuto modo di partecipare o di vivere il percorso di partecipazione popolare,
culturale, sociale, economica, attrattiva, che ha accompagnato, grazie a una straordinaria rete, i due eventi, può permettersi di valutarne in modo superficiale ed effimero la portata. Come ben sanno tutti i soggetti che hanno avuto modo di parteciparvi, infatti, la manifestazione connessa al Giro d’Italia è stata portata a termine a costo zero per l’amministrazione e ha consentito, grazie alla virtuosa rete costituitasi, di offrire alla Città e al territorio, rendendo per l’appunto protagonisti, attori e propositori, cittadini, associazioni, sportivi, imprenditori, commercianti ed artigiani, il doppio delle manifestazioni degli anni scorsi con la metà della spesa. E’ proprio partendo da lì che abbiamo ritenuto di fare tesoro dell’esperienza del format per non farlo vivere una sola primavera, ma anche per estenderlo alle altre stagioni dell’anno a cominciare dall’estate. Brevi cenni merita anche l’impegno nel settore cinematografico e culturale, che, come ho avuto modo più volte di ripetere e sostenere, ben lungi dal perseguire lustrini di effimera celluloide, ha costituto invece e continua a costituire un impegno educativo, formativo, professionale economico. Basti solo citare l’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, la villa Calcaterra, i molti ragazzi che, giungendo anche dalle più lontane regioni d’Italia, hanno trovato lavoro e fondato attività nel settore dell’audiovisivo e, ultimo ma non ultimo, il riconoscimento UNESCO, unica Città d’Italia, a Busto Arsizio, come Ville du cinema.
Dimenticavo, manca il riferimento alle spese di rappresentanza. Ebbene, come l’ex consigliere ben sa e forse molti cittadini non ancora, non solo abbiamo venduto tutte le auto blu, i cui proventi sono stati destinati ad associazioni benefiche cittadine, non solo non abbiamo più sostituito gli autisti, sopprimendo addirittura in pianta organica la figura, ma abbiamo ridotto le spese rispetto ai decenni precedenti di oltre il 250%. In più, intendendo tra le spese di rappresentanza anche quelle inerenti ad eventi istituzionali connessi alla festa patronale, alle feste di encomio per gli studenti, le ricorrenze storiche del Ricordo, della Memoria, della Shoah e della Liberazione, dal 2009, anno in cui ancora ammontavano a 85.810 Euro, ben della metà rispetto al 2006, nel 2011, ultimo dato disponibile, sono state ulteriormente ridotte a 32. 925 Euro”.
Gigi Farioli
p.s. continueremo domani per domenica, ma vi prometto che lunedì, come per i parrucchieri, sarà riposo.
m.lualdi
© riproduzione riservata











