«Noi, giovani e laureati, restiamo All’estero non sono solo rose e fiori»

«Noi, giovani e laureati, restiamo
All’estero non sono solo rose e fiori»

Cervelli che vanno e cervelli che restano. A Varese esistono ancora giovani e non più giovanissimi che decidono di restare con coraggio nel proprio Paese e tentare a costruirsi una propria professionalità, con tutte le proprie forze.

È il caso di fisioterapista di 26 anni di Azzate. Martina si è laureata tre anni fa all’università di Lugano.

«Ho iniziato a mandare il curriculum ovunque – racconta – Nelle cliniche private, nei centri convenzionati e in quelli poli specialistici».

«Nel frattempo, mi sono aperta una partita Iva: ora ti “assumono” solo attraverso la formula della partita Iva. Poi, sono stata contattata da un centro di Gallarate dove lavoro tutt’oggi come libera professionista nel pomeriggio».

Intanto, però, Martina si è creata il proprio giro di clienti privati che va ad assistere a domicilio. «Trattandosi di trattamenti domiciliari, prevalentemente ho a che fare con pazienti ortopedici: meno male che ho anche questa entrata». Nonostante, le difficoltà a inserirsi in un mercato del lavoro che sembra non dare spazio ai giovani, la neo fisioterapista ha deciso di non mollare.

«Non ho ancora perso la speranza». Tanto da decidere di frequentare un master di specializzazione in terapia manuale, della durata di quattro anni, in Bicocca e di acquistare un nuovo macchinario per i trattamenti a domicilio.

«Se non avessi il supporto dei miei genitori, non riuscirei a mantenermi».

Situazione analoga anche quella di , laureata varesina di 25 anni in osteopatia all’università di Milano.

«Sono certa che l’impegno e la tenacia prima o poi premieranno – spiega – Al momento sto lavorando in una clinica privata di Milano per tre ore al giorno. Ovviamente, il compenso è misero ma almeno non resto ferma e opero nel mio settore. Prima o poi, ci si renderà conto che il futuro di questo Paese dipende da noi».

Quella di , ricercatore in Scienza delle Finanze nel Dipartimento di Economia dell’Insubria, è invece la storia di un cervello in fuga rientrato in Italia. Figari dopo un master in Economia Pubblica all’università di York, ha conseguito il PhD in Economia nell’università di Essex, dove ha iniziato a lavorare all’Institute for Economic and Social Research come Senior Research Officer nel 2006.

«Lavorativamente parlando, non avrei mai lasciato l’Inghilterra. L’ho fatto per motivi familiari e ho preso la decisione di rientrare in Italia quando sono cambiate le modalità concorsuali per l’accesso all’università. Questo ha permesso a me e a tanti altri ricercatori impegnati all’estero di rientrare in Italia esclusivamente grazie al merito scientifico».

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