Grave, ma non in pericolo di vita, un ragazzo varesino di 25 anni colpito da Phlebovirus. Il giovane è ricoverato nell’unità operativa di Malattie Infettive e Tropicali dell’ospedale di Circolo.
Il ragazzo è stato infettato a causa della puntura di una zanzara tigre. Nulla di particolarmente strano se non fosse che il contagio non è avvenuto a seguito di un viaggio in un paese straniero, ma qui nella nostra provincia.
«Sono casistiche molto rare, ma può capitare – spiega il professor , direttore dell’unità operativa – Può succedere che se qualcuno torna da un viaggio in un Paese esotico infetto e viene punto da una zanzara, questa funge da veicolo di piccoli focolai. Non c’è da allarmarsi. Il ragazzo non è in pericolo di vita, la cura è molto impegnativa e ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che possa dichiararsi guarito».
In realtà, l’uomo può essere contagiato da questo particolare virus sia con la puntura di zanzare infette che mediante il contatto con il sangue o i fluidi corporei degli animali o di pazienti infetti.
I sintomi, normalmente, compaiono dopo due-sei giorni dalla puntura e sono simili a quelli influenzali: febbre, mal di testa, dolori muscolari e mal di schiena. In una percentuale più bassa si manifestano quadri clinici diversi e più gravi.
La zanzara tigre può trasmettere malattie fino a pochi anni fa sconosciute nel nostro Paese: la Chikungunya, malattia dal decorso benigno che provoca febbre alta e dolori articolari anche persistenti, e la Dengue, che si manifesta con sintomi simili, ma può dare complicanze gravi.
Per questo è importante proteggersi dalle punture e ridurre al minimo possibile la sua presenza nel territorio.
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