«Solare, gentile, colto» Gli amici ricordano Ivan

Ivan Cagna, deceduto ieri in seguito a un incidente in autostrada, era l’amico che tutti avrebbero voluto avere

Ivan Cagna era un’anima gentile. L’euforia fatta a persona. L’amico che tutti avrebbero voluto avere. Uno che sapeva ascoltare, che aveva letto mille libri e che se c’era da divertirsi era sempre il primo. «Per ogni frase che si diceva, lui aveva una battuta che faceva ridere tutti – racconta , che lo conosceva da 20 anni – Metteva il cuore nel

suo lavoro, tanto che ci mandava foto del bowling rinnovato. Quel locale era il punto di riferimento di moltissimi amici perché con lui si stava bene. Ivan era sempre presente». «I libri, poi, Ivan li mangiava – continua Caruso – E si capiva anche nel modo in cui si esprimeva che era colto. Un entusiasta della vita, di cui sapeva trovare l’essenza».

Il lavoro lo appassionava anche perché Ivan a bowling ci giocava, faceva i tornei. Per tenersi in forma andava in palestra. Gli piacevano anche i tatuaggi: non dozzinali, ma ricercati. Alla sera spesso andava allo Zsa Zsa di via Orrigoni. «Quando ho saputo che era stato vittima di un incidente mi è venuto uno shock – dice Monika, la titolare – Lo ricordo nelle serate in cui si organizzavano i giochi a quiz. Lui sapeva trovare tutte le risposte. Una testa brillante. E poi era un gentleman, spiccava per la sua educazione». «Sicuramente Ivan era un estroverso e un buono. Uno di quelli che si interessavano davvero agli altri. Quando arrivava, metteva allegria – racconta Loredana Piazzetta – Lo si può descrivere come una persona vivace, alternativa, ironica. La sua scomparsa è una grande perdita, per me e per tutti i suoi amici. Si dice che se ne vanno sempre i migliori, pare proprio che sia così».

Ivan era anche molto legato alla sua famiglia. «Impossibile non volergli bene per la sua solarità» scrive Lorenzo sulla sua bacheca di Facebook, che in poche ore ha collezionato moltissime frasi di affetto e di incredulità. Sempre su Facebook, la scorsa settimana, Ivan aveva scritto: «Ok, lo ammetto. Ho 37 anni, sono nato a Varese, e non sono mai stato al falò (quello della Motta, ndr)». A un amico aveva promesso che nel 2016 avrebbe rimediato alla mancanza. Purtroppo il destino ha deciso diversamente.
«Ivan se è andato nella consapevolezza di aver raggiunto un equilibrio – dicono gli amici che lo frequentavano di più in questi ultimi mesi – Ultimamente era diventato ancora più responsabile e maturo. Si spendeva per gli altri e nello stesso tempo si gustava il bello della vita. E’ come se avesse terminato un percorso».