I ragazzi del Manzoni non mollano Per ora niente accordo sugli orari

I ragazzi del Manzoni non mollano Per ora niente accordo sugli orari

VARESE Erano oltre quattrocento anche questa mattina gli studenti del Liceo Manzoni in sciopero, ma ancora nulla di fatto. Oggi eleggono i loro rappresentanti, e domani le lezioni riprenderanno regolarmente, con il contestatissimo orario.

I ragazzi hanno trascorso la mattinata di oggi ancora nel cortile di via Morselli, votando le proposte da presentare al preside Giovanni Ballarini come alternativa all’orario 7.55 – 13.55 che causa disagi a molti di loro che, pendolari, si trovano in difficoltà con le coincidenze dei mezzi pubblici, e impiegano anche l’intero pomeriggio per tornare a casa. Le quattro proposte messe ai voti erano formule diverse della stessa cosa: anticipare l’uscita almeno di mezz’ora, recuperando il tempo perso aggiungendo uno o più pomeriggi di lezione a settimana. «Ma ci siamo scontrati con il particolarismo di molti compagni» lamenta Filippo Mentasti, rappresentante di istituto uscente. L’accordo tra i ragazzi non è stato trovato, e men che meno con preside e professori, anche se qualche passo avanti è stato fatto.

Oggi gli studenti del Manzoni sono tornati in classe per le elezioni dei loro rappresentati, di classe e di istituto. Saranno proprio questi ultimi i portavoce della protesta, incaricati di mantenere alta la pressione su preside e prof per non far cadere le richieste. «Faremo dei sondaggi nelle classi per vedere quale sia la combinazione di orario preferita dai ragazzi – racconta Simone Oberti, ricandidatosi per il consiglio di istituto – poi, al primo consiglio, chi di noi sarà rappresentante degli studenti presenterà le scelte dei ragazzi».

Una delegazione di studenti andrà domani a parlare anche con Claudio Merletti, responsabile dell’Ufficio scolastico territoriale, che si sta interessando alla vicenda, mentre anche Villa Recalcati è stata coinvolta dal preside Ballarini per trovare una soluzione ai casi più problematici.
I ragazzi, intanto, tornano in classe. Ma non mollano: «se non si risolverà nulla in poco tempo, sciopereremo di nuovo».

Chiara Frangi

e.besoli

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