Apprendistato: un tesoro per tutti

In arrivo da Palazzo Lombardia 392mila euro destinati ad incentivare la formazione dei giovani. Colombo (Confartigianato): «Strumento fondamentale per il lavoro, ma bisogna semplificarlo»

– Un tesoretto da sei milioni e 300mila euro, messo a disposizione delle province della Lombardia, dalla giunta regionale a favore della formazione degli apprendisti.
La provincia di Varese riceverà in totale 392mila euro, posizionandosi al quinto posto, alle spalle di Milano, Brescia, Bergamo e Monza come cifra totale erogata. Il nostro territorio sarà il primo a ricevere, insieme con Bergamo e Lodi, la prima tranche di contributi da 50 mila euro, come hamesso in evidenza la stessa giunta regionale.

«Voglio sottolineare – ha detto Valentina Aprea, assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro – che Bergamo, Lodi e Varese saranno le prime a ricevere il contributo da 50mila euro poiché hanno già esaurito i precedenti fondi; significa che, in queste aree, l’apprendistato professionalizzante ha funzionato».
Le associazioni di categoria degli artigiani e della piccola impresa della provincia di Varese confermano l’importanza dello strumento dell’apprendistato, una delle poche possibilità offerte ai giovani del nostro territorio di trovare un’occupazione in tempi di grave crisi economica. «Abbiamo sempre prestato molta attenzione al tema dell’apprendistato che è uno strumento ottimale per avvicinare i nostri ragazzi al mondo del lavoro e per inserirli nelle piccole imprese – afferma Mauro Colombo, direttore di Confartigianato Imprese Varese – Lo strumento migliore per apprendere i meccanismi del lavoro».
L’accesso all’apprendistato da parte delle Pmi andrebbe semplificato, eliminando qualche scartoffia di troppo che frena le piccole imprese.

«È uno strumento da potenziare e semplificare – prosegue Colombo – il troppo complicato iter burocratico spesso spinge gli imprenditori ad abbandonare questa strada». Il tempo dell’apprendistato è seguito, molto frequentemente sul nostro territorio, da un’assunzione vera e propria del giovane in azienda. «La percentuale di assunzioni dopo il periodo di apprendistato è molto elevata – ricorda il direttore di Confartigianato – anche perché durante il periodo di formazione, l’imprenditore investe parecchio del suo tempo con l’apprendista che poi viene assunto magari in sostituzione di un dipendente anziano che va in pensione».

Le norme sull’apprendistato come si concilieranno con quelle del Jobs Act? Per adesso ci sono poche certezze, almeno fino a quando non saranno approvati dal Governo i decreti attuativi. «Sicuramente il contratto a tutele crescenti è interessante ma bisogna aspettare i decreti per fare una valutazione definitiva» conclude Colombo. Soddisfatto della scelta della Regione anche l’Aime varesina, l’associazione imprenditori europei. «La delibera regionale intercetta un’esigenza molto sentita dalle nostre imprese – spiega il segretario Gianni Lucchina – Anche la nostra associazione ha dedicato un’apposita sezione ai temi della formazione e dell’apprendistato».

«La vera formazione oggi non si fa nelle aule ma direttamente in azienda e questo sta dando ottimi frutti anche per il nostro territorio» prosegue Lucchina, che aggiunge: «Oggi è l’unico strumento per dare una possibilità di lavoro ai nostri giovani, in attesa di vedere i decreti attuativi del Jobs Act sui quali voglio essere ottimista e che spero incentivino nuove assunzioni».