VARESE Gli inviti alla calma servono a poco. La gente ha paura. Una paura che rischia di trasformarsi in psicosi, anche se non esistono elementi oggettivi che possano giustificare timori eccessivi. Succede infatti che i telefoni dei vigili del fuoco continuino a squillare senza requie. La gente, nonostante le rassicurazioni, ha paura che quel pellet ammonticchiato in cantina o in solaio possa far parte della "partita maledetta": quella radioattiva, marchiata «Naturkraft» e importata in Italia dalla Lituania dalla ditta varesina "Emmelle Eco Division".E’ pacifico, anche se è bene ribadirlo, che anche il pellet potenzialmente radioattivo non è pericoloso finché lo si lascia dov’è. Bisogna cominciare a preoccuparsi solo se lo si brucia: è proprio la combustione a liberare l’ormai famigerato Cesio 137, un isotopo prodotto dalla detonazione di armi nucleari e dai reattori delle centrali nucleari. Il problema, adesso,
è però proprio quello delle ceneri. E’ improbabile che qualcuno, a metà giugno, utilizzi il pellet per accendere la stufa e per riscaldarsi. E’ invece più verosimile che ci siano persone che, in inverno, hanno conservato le ceneri per utilizzarle poi come fertilizzante negli orti e nei giardini. E adesso si chiedono se quello che spunta dalla terra "ingrassata" con i residui delle stufe è commestibile oppure è tossico.«Stiamo attendendo ancora una risposta precisa da parte del ministero (dell’Ambiente, ndr) – fanno sapere dal comando dei vigili del fuoco di Varese – noi alle persone che ci contattano diamo sempre lo stesso consiglio. Nel dubbio, è meglio non manipolare il pellet sul quale si hanno sospetti. Quanto alle ceneri disperse, la cautela suggerisce di non mangiare gli ortaggi e la frutta cresciuti sui terreni concimati con il pellet bruciato».
Quella di non disperdere i pellet e le ceneri nell’ambiente è anche la raccomandazione che il Dipartimento dei vigili del fuoco rivolge ai cittadini. I pellet incombusti – spiegano i pompieri che dal 13 giugno stanno effettuando 29 province italiane controlli in abitazioni ed esercizi commerciali con i nuclei specializzati Nbcr (nucleare, batteriologico, chimico e radiologico) – non sono pericolosi; mentre nelle ceneri di combustione possono essere presenti le polveri di Cesio 137 che potrebbero dare problemi se ingerite. Dunque, ribadiscono, è importante non disperderle nell’ambiente.
Al momento, comunque, non ci sono rischi immediati. Il Corpo nazionale sottolinea infatti che finora non sono state segnalate situazioni di particolare pericolo. Tutti i cittadini in possesso di pellet possono inoltre chiedere al 115 l’intervento dei Vigili del Fuoco che (ove necessario) effettueranno i primi accertamenti, preleveranno i campioni e sigilleranno le attrezzature potenzialmente contaminate.
s.bartolini
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