VARESE «Venga a vedere con i suoi occhi com’è la situazione». Hanno paura i residenti di via Bainsizza. Ma vogliono denunciare il preoccupante degrado che persiste da parecchio tempo nel quartiere. Le vecchie fabbriche, infatti, stanno cadendo a pezzi, favorendo le cattive frequentazioni.
Alcuni residenti hanno accesso all’area della ex fonderia di via Bainsizza 38. Pagano 35 euro al mese per parcheggiare l’auto in uno spazio contrassegnato dal numero della propria targa.
Una volta il cancello che dava su quell’area si poteva chiudere. Adesso, dopo che i ladri hanno tagliato i cavi della corrente e portato via il rame dal tetto, l’ingresso è sempre aperto. Cosa che, secondo i residenti della palazzina di fronte, faciliterebbe il bivacco dei senzatetto.
All’inizio di ottobre, nell’ex Molteni, erano stati trovati quattro tunisini, due regolari e due clandestini in seguito espulsi. Secondo i residenti ce ne sono altri. Entrerebbero da via Monte Santo e, attraverso pertugi e finestre rotte, raggiungerebbero gli antri più nascosti e protetti dei capannoni dismessi.
Ci facciamo accompagnare all’interno della ex fonderia da una persona che parcheggia lì l’auto. Ci sono molti posti che potrebbero offrire un riparo dalla pioggia, ma non si trovano tracce di bivacco. Gli arbusti schiacciati, però, potrebbero nascondere le tracce di persone che non si fermano nei capannoni, ma che si dirigono verso la casa attigua, che è disabitata.
In giro, però, non si trovano né scarti di cibo, né coperte, né altro che possa dare l’idea di quello che succede in quei capannoni quando cala il sole.
«Noi vediamo un gran viavai – dicono i residenti del condominio di fronte alla fonderia, che raccontano di aver denunciato già più volte il problema all’amministratore (lo studio Falcetti di Morazzone, ndr) – I senzatetto arrivano alla sera tardi e se ne vanno al mattino presto. Capiamo che si tratta di persone in difficoltà, che non sanno dove dormire, ma non è confortante vivere in pieno centro città e avere questi problemi. Aspettiamo con ansia che la situazione migliori, ma ogni anno la speranza che si metta mano su questo comparto si allontana».
I residenti vorrebbero che i capannoni delle vecchie fabbriche venissero rasi al suolo. Anche la proprietà della ex fonderia vorrebbe costruire. «Sono anni che stiamo chiedendo di ristrutturare tutto, si tratta di una superficie di 17mila metri quadrati – conferma Emanuele Galanteil proprietario – Ma ci sono dei tempi tecnici e si continua a rimandare».
La possibilità di costruire è sempre stata posticipata in attesa di uno sviluppo del piano di riqualificazione delle stazioni.
s.bartolini
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