VARESE «Siamo davanti a una sfida epocale. Un’occasione storica per poter governare la Lombardia». Hanno aperto così la campagna elettorale del Pd per Ambrosoli, Stefano Tosi e Alessandro Alfieri. Sicuri che questa sia la tornata giusta per «poter metter fine al governo del centrodestra al Pirellone. Di una Lega e di un Pdl che hanno portato in Lombardia solo scandali». Due partiti che adesso «sbandierano un’alleanza che non vogliono, dimenticando il passato». Il Partito Democratico al contrario, «ha saputo costruire una coalizione solida e omogenea che sarà fautrice del cambiamento». Questo anche grazie al lavoro che i consiglieri regionali hanno sempre svolto all’opposizione. Stefano Tosi impegnato sul fronte della mobilità dei trasporti e delle attività produttive. E Alessandro Alfieri concentrato su sanità ed enti locali. «Negli ultimi otto anni la Lombardia è cambiata profondamente e Lega e Pdl non hanno saputo cogliere i segnali di mutamento e di conseguenza mettere in campo gli strumenti giusti per affrontarli – ha spiegato Tosi, che non si è ripresentato alle elezioni regionali – Siamo passati dalla discussione sul federalismo e la competitività, all’affrontare una crisi economica lunga e logorante con delle politiche regionali sul lavoro che non
hanno funzionato». Sul fronte trasporti invece «si è disseminato il territorio di costruzioni senza creare le infrastrutture di supporto. Occorre quindi una nuova programmazione territoriale, con un piano della mobilità e della logistica». Ma il lavoro del Pd all’opposizione si è concentrato anche sul tema della sanità e degli enti locali. Due punti fondamentali del programma elettorale che Alfieri ha sviluppato, girando su un furgone alla Renzi, i 141 Comuni della provincia. «Abbiamo costruito un progetto che non è calato dall’alto, ma è un programma partecipato che ha fatto della capacità di condividere un suo tratto distintivo – spiega – La mia idea di un sistema sanitario regionale che funzioni davvero non può prescindere dal riequilibrio tra pubblico e privato». Sul versante sociale e del welfare invece, «vogliamo costruire una rete di protezione sociale, dando più soldi ai comuni attraverso un fondo strutturale che finanzi gli interventi e permetta ai piano zona di funzionare davvero». V. Fum. s.bartolini
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