La preghiera all’alba dei quattrocento per Nicolò e Marco

Doveva essere il passaggio di consegne tra prevosti ma il rosario di ieri al è diventato l’abbraccio dei varesini ai due ragazzi scomparsi

La preghiera pe e sale lungo la via delle cappelle. Doveva essere il passaggio di consegne tra monsignor e don . Doveva essere l’affidamento alla Madonna del Monte del cammino della comunità pastorale Sant’Antonio Abate che formalmente, con settembre, accoglierà anche la Brunella, oltre a Centro, Bosto e Casbeno. Invece, martedì scorso, Nicolò e Marco hanno perso la vita in un tragico incidente nel Salento. Due giovani, entrambi di Varese; uno residente a Bosto e l’altro a Casbeno. E allora la comunità di Varese ha voluto fortemente ricordarli, pregare per loro e per le loro famiglie, recitare il rosario lungo le cappelle della Via Sacra guidati dai due prevosti di Varese.

Oltre 400 persone hanno partecipato al pellegrinaggio di ieri mattina dalla Prima Cappella fino al Santuario e lì hanno celebrato la messa in una chiesa gremita. «Ci sono momenti difficili e dolorosi che hanno caratterizzato questi anni della mia presenza a Varese – le parole di monsignor Donnini – Il mio ultimo atto da prevosto della città sarà la celebrazione dei funerali dei due ragazzi morti in Puglia e che appartenevano a questa comunità». «Dietro queste morti c’è una sofferenza, quella di mamme e papà, sorelle e fratelli, amici. Un momento triste che per noi cristiani, però non è privo di speranza nel risorto». Sarà infatti il prevosto uscente a presiedere i funerali dei due giovani proprio domani, ultimo giorno del suo mandato nella chiesa centrale di Varese, alle 14.15 , in basilica di San Vittore.

A fianco agli aspetti tragici e dolorosi monsignor Donnini ha voluto esprimere i suoi ringraziamenti. I primi, perché il saluto ufficiale alla comunità e alla città sarà celebrato domenica 13 settembre durante la messa delle 10, sempre in Basilica. «Al termine di un cammino si guarda indietro e si riconoscono le tante persone da ringraziare. Tante che mi sono state vicine e poi don Luigi. I miei genitori me lo ricordavano sempre di dire “grazie”. E allora il mio grazie prima di tutto va al Signore e poi alle tante persone che mi hanno aiutato e sostenuto in questi anni». Non poteva poi

mancare l’affidamento della città alla Madonna. «Come prevosto uscente chiedo alla Madonna di proteggere la città di Varese e poi una protezione per me in questa fase di passaggio. L’anagrafe parla chiaro, sono nell’età della pensione, certo non è che non sarò più prete, ma non avrò più la responsabilità di parroco e presidente di quella o di quell’altra associazione. Lo farò a Biumo Inferiore finché il Signore me ne lascerà l’opportunità». Don Panighetti, che sarà prevosto dal primo di settembre, ha lanciato già alcuni messaggi che segnano la direzione della sua pastorale, sebbene, per iniziare, intenda prima conoscere tutte le realtà.

«Ringrazio per il cammino che ora mi vede in questa comunità pastorale, in città, e don Gilberto per la vicinanza fraterna. Chiedo che veramente Varese diventi la città sul Monte, capace di unità e assoluta novità del Vangelo. È necessario che si trovino punti condivisi e che le difficoltà reciproche non diventino punti di obiezione. Dovremo volere che Varese diventi città della pace migliorando le relazioni e il modo di stare insieme». Don Panighetti traslocherà in città nel giro di un paio di settimane e farà il suo ingresso ufficiale domenica 18 ottobre. «Dobbiamo cercare di far emergere la verità in noi stessi liberandoci da pregiudizi, pettegolezzi e barriere. In questo luogo dove sono presenti le suore di clausura dobbiamo chiedere per la città di Varese nuove vocazioni, segno profetico della Chiesa».