-Contrordine: il Pinocchio della Schiranna non è davvero solo . O meglio, resta e probabilmente resterà ancora per un po’ isolato e triste, appoggiato com’è sul quel grande vaso vicino alle giostre. Ma qualcuno che si è preso cura di lui esiste ed è una persona che non lo perderà mai d’occhio, perché attenta ed anche un po’ affezionata.
Si chiama , ha 45 anni ed abita a pochi passi dalla scultura in legno di parco Zanzi. Quel burattino un po’ bistrattato dal tempo – sono circa 40 anni che siede pensieroso sul granito – e dalla disattenzione comune è un particolare visivo che accompagna sempre le sue passeggiate nei dintorni, quasi una presenza familiare in mezzo al quartiere di residenza. A suo pari c’era Anna, l’anziana giostraia oggi scomparsa, la quale lo adorava talmente tanto da diventare poi beneficiaria di un regalo fatto dalla stessa Marina: un quadro da lei dipinto e raffigurante proprio il burattino della Schiranna, così come si presentava dopo il colorato restyling del 2010 ad opera di altre anime buone (tra loro, uno studente del liceo artistico di Varese). Quel quadro oggi fa bella mostra di sé dietro le casse delle giostre, custodito dalle figlie di Anna come fosse una reliquia.
Perché non c’è un fiore o una pianta all’interno del vaso che sostiene la raffigurazione del personaggio collodiano? Perché quel contenitore è così vuoto e desolato? Marina lo spiega chiaramente: «Per la maleducazione della gente. Ogni tentativo di abbellirlo è stato una causa persa: c’è chi lo scambia per posacenere e ci butta i mozziconi di sigaretta e chi, invece, sparge in giro la ghiaia che ho messo quest’estate».
Ghiaia comprata a sue spese: in vista dei Mondiali di canottaggio, Marina ha almeno strappato le erbacce all’interno del vaso e cercato, con la posa dei sassolini, di impedire la loro antiestetica ricrescita. Donando all’insieme un’immagine un po’ più ordinata: «Avrei voluto metterci i lapilli rosa – continua la reincarnazione moderna della Fata Turchina – ma, al di là del costo, sarebbe stato inutile perché avrebbero portato via anche quelli». Marina si è occupata di tutto con il solo aiuto di un amico, andando persino contro il parere di suo marito.
Ora lancia un messaggio: «Prendetevi cura del nostro Pinocchio, basta poco. Ben vengano altre iniziative, soprattutto comunali: se si trovano soluzioni diverse da quella adottata da me io sono comunque contenta».













