Le banche hanno riaperto i rubinetti

Secondo i dati Abi nel 2015 è aumentata l’erogazione del credito, tanto alle imprese quanto ai privati. Franzosi (Ance): «Inequivocabili i primi segni di ripresa del settore dopo troppi trimestri negativi»

– Il mercato si muove e la corrente positiva che sta attraversando l’economia si trascina dietro, in un vortice positivo, dati che da tempo non vedevano un segno più.
Nei giorni scorsi l’Abi ha mostrato che i finanziamenti alle imprese sono in aumento (nei primi sette mesi del 2015, la crescita registrata da un campione di 78 istituti, rappresentativi di circa l’80% del mercato, è del 16% sul corrispondente periodo dell’anno precedente) ed anche le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, sempre nello stesso periodo, hanno registrato un incremento annuo dell’82,2%.

Sono numeri che non possono che fare piacere, dato l’annoso problema del credito registrato dalle imprese di ogni settore da ormai molto tempo, e che indicano che qualcosa si sta muovendo anche nel settore immobiliare.
Ma sono dati che devono essere interpretati, avverte la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate: «La Bcc non ha mai fatto mancare il proprio sostegno al territorio negli anni più difficili, come dimostra il +5% di impieghi fra il 2009 e il 2013 – ricorda il presidente Roberto Scazzosi – Quindi per noi il segno più davanti ai prestiti a famiglie e imprese non costituisce una svolta. Se anche in questo primo scorcio di 2015 abbiamo registrato un saldo positivo nei prestiti alle imprese, bisogna ricordare che, come banca locale, le nostre aziende di riferimento sono le piccole e media imprese: realtà che, al momento, hanno beneficiato meno dei segnali di ripresa già intercettati dalle grandi imprese, e che quindi, auspicabilmente, aumenteranno la richiesta di credito nel futuro prossimo».
Mentre sul versante famiglie, aggiunge Scazzosi, «i segnali della ripresa si sono manifestati già a partire dal 2013, con un deciso aumento dei mutui prima casa: una tendenza che si mantiene anche oggi».
In quel più 82% nei mutui però, spiega Juri Franzosi, direttore dell’Ance varesina, non possiamo leggere un’impennata improvvisa di famiglie che comprano casa: «Lì dentro ci sono moltissime rinegoziazioni di mutui già esistenti: le banche oggi hanno nuovi strumenti a disposizione rispetto agli anni passati e possono proporre ai loro clienti condizioni più vantaggiose. In quell’82% ci sono molti mutui che vengono rimodulati, depurato quindi da queste rinegoziazioni, si parla di un 20-25% in più di nuovi mutui».

Il che è già un risultato positivo, aggiunge immediatamente Franzosi: «Una piccola ripresa nel settore immobiliare c’è: questi sono i primi mesi di segno positivo dopo molti trimestri negativi». La crescita dei mutui «mostra anche una certa rinnovata disponibilità da parte delle banche».
Tutti questi fattori, messi insieme, aprono dunque nuove prospettive per uno dei settori che più hanno risentito in questi anni della crisi: «Il mercato ha recepito l’abbassamento dei prezzi – racconta Franzosi – e c’è un tentativo di guardare alle nuove operazioni, anche se resta il problema dell’invenduto in molti cantieri».
Il problema del credito nel settore immobiliare deve però ancora trovare un suo equilibrio, spiega il direttore di Ance: «Il nostro settore è da tempo nella black list delle banche: ha subito pesanti conseguenze dalla grande elargizione degli anni precedenti e oggi troviamo imprese, con ottimi rating e buone condizioni, che vengono cercate dalle banche ed altre che non hanno possibilità alcuna di ottenere nuovo credito».