– Ragazzina narcotizzata e violentata dal padre: il processo va avanti. La vicenda era emersa in tutta la sua drammaticità lo scorso aprile quando la vittima, oggi da poco maggiorenne, aveva reso una lunga quanto drammatica testimonianza. In due ore di sofferenza la ragazza aveva ricostruito l’accaduto.
I genitori erano separati da quando lei aveva nove anni; la ragazza era stata affidata alla madre ma il padre aveva diritto di trascorrere parecchi giorni con la figlia. Stando alla ragazza durante queste visite, almeno in un caso accertato, il padre le avrebbe dato di nascosto del valium mescolando a una bevanda facendola cadere in un profondo sonno. La giovane in aula aveva spiegato che quei pisolini, quel sonno improvviso e invincibile, si erano verificati più volte mentre era con il genitore. In un’occasione, però, la bambina, 14enne all’epoca dei fatti che risalgono al 2010, si era svegliata sorprendendo il padre a toccarla nelle parti intime. Tutto era emerso quando la madre, vedendo quella figlia improvvisamente cupa, con disturbi alimentari e il cui rendimento scolastico era calato, aveva controllato il cellulare della ragazza.
Trovando dei messaggi scioccanti scambiati con un amico: «Ti droghi? Ci pensa mio padre. Ti masturbi? Ci pensa mio padre». Da quella scoperta era partita la denuncia a carico del padre (che nega di aver mai compiuto abusi sulla figlia) e si è giunti al processo. Ad aprile, però, uno dei giudici componenti il collegio era stato trasferito ad altro incarico. Il processo sarebbe dovuto ricominciare da capo davanti al nuovo collegio. , legale della vittima, ha quindi sottolineato come questo arrecasse “un danno”, alla giovane assistita che sarebbe stata costretta a testimoniare di nuovo, nonostante i terapeuti certificassero che l’esperienza per lei sarebbe stata devastante, con danni pesantissimi per l’equilibrio della ragazza. Ieri la svolta: il giudice trasferito ad altro incarico è stato applicato a questo processo. Il collegio non cambierà e la ragazza non subirà altre due ore di dolore. Si torna in aula il 10 dicembre: il processo potrebbe essere discusso in quella data.













