I pendolari sono i lavoratori che vivono in una città e ogni mattina si spostano per andare a lavorare in un’altra. Ma non sono solo onesti cittadini: esiste anche il «pendolarismo delinquenziale», contrastato con decisione dalle forze di polizia di Varese.
È nell’ambito di queste operazioni che nel fine settimana gli agenti della questura di Varese hanno denunciato in stato di libertà due rumeni sorpresi a chiedere l’elemosina in via Caracciolo insieme a un terzo loro concittadino, che ha ricevuto il foglio di via da Varese.
Un documento diverso da quello che viene dato agli stranieri irregolari: per prevenire possibili fatti criminosi, gli individui colti in attività non direttamente criminali (come l’accattonaggio o la prostituzione), ma che potrebbero essere una copertura o il punto di partenza per commettere reati, vengono allontanati dal territorio comunale, con il divieto di rientrarci.
Il foglio di via da Varese era già stato dato, con il divieto di rientrare in città per tre anni, anche a un pregiudicato ventiseienne, sorpreso in viale Valganna nella notte tra domenica e lunedì: è stato anche lui deferito all’autorità giudiziaria in stato di libertà. I cittadini romeni intercettati dalla polizia in questo fine settimana erano di etnia rom: la convinzione degli agenti è che siano residenti nei campi rom di Milano, e si trasferiscano a Varese con i mezzi pubblici, per poter commettere piccoli furti e chiedere l’elemosina con meno probabilità di essere rintracciati.
Un fenomeno, quello del «pendolarismo delinquenziale», non nuovo sul nostro territorio, ma sicuramente da tenere sotto osservazione. Un’analoga operazione era stato condotta nello scorso fine settimana.
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