Trionfo varesino al Festival dei Giovani di canottaggio di Ravenna. Stravince con 746 punti la , che bissa il successo ottenuto l’anno scorso a Corgeno. Terzo posto per , che totalizza lo stesso punteggio (559) dell’, ma deve lasciare la piazza d’onore ai campani, che hanno conquistato un maggior numero di medaglie d’oro (4 contro 2).
La tre giorni di gare del 24° Festival dei Giovani (che ha visto protagonisti 1492 atleti tra i 10 e i 14 anni, in rappresentanza di 120 società italiane) ha confermato lo straordinario stato di salute del canottaggio giovanile varesino, come dimostrano anche i buoni piazzamenti delle altre società della nostra provincia (13a, 14a, 18a, 24a).
, allenatore della squadra agonistica della Canottieri Varese, si gode la medaglia d’oro nonché una barca nuova di zecca, premio per i primi classificati. «La soddisfazione è tanta – esulta Ferrario – Vincere la manifestazione per il secondo anno consecutivo è la miglior testimonianza della bontà del lavoro che stiamo svolgendo con i giovani. Abbiamo chiuso con un bottino di 15 ori, più tanti argenti e bronzi distribuiti in tutte le categorie. Un risultato di questo tipo non può che darci grande speranza per il futuro».
Una grande famiglia
Il primo posto ottenuto dalla pattuglia di 55 atleti della Canottieri Varese (la più nutrita tra quelle presenti a Ravenna) sarà celebrato stasera in sede con una grande festa: «La cosa più bella è il clima positivo che si è creato tra di noi – sottolinea Ferrario – Quando dico noi intendo società, atleti, tecnici e famiglie dei ragazzi. Anche in questa occasione i genitori ci hanno dato una grossa mano, non solo con il tifo dalle tribune, ma proprio a livello di aiuto pratico: vederli arrivare a Ravenna con le proprie auto, aiutandoci nel trasporto delle barche, sono cose che colpiscono in positivo».
Di questo spirito di gruppo beneficiano in primis gli atleti, come dimostra l’exploit ottenuto a Ravenna dagli allievi e cadetti varesini: «Le soddisfazioni di questi giorni sono state così numerose che non è possibile isolarne qualcuna – continua Ferrario – La vittoria più bella, per me, è convincere un bambino di 10, 11 anni che può superare le sue paure, trasmettergli la consapevolezza di potercela fare. Poi può lottare per vincere o combattere nelle retrovie, ma se riesco a fargli trovare la fiducia in se stesso, io sono contento».
La stessa felicità che si è vista brillare ieri negli occhi del direttore tecnico gialloazzurro (olimpionico a Roma 1960), nel ricevere il premio da una leggenda come .
Due modelli per tutti i giovani canottieri varesini, anche se per ora ciò che davvero conta è crescere divertendosi: «La cosa più importante è innamorarsi di un gruppo, di una mentalità – conclude Ferrario – Non si tratta di diventare campioni, quello riesce a uno su cento: conta sentirsi parte di una squadra, di un gruppo di amici. Quello resta per sempre».
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