Confartigianato contro Palazzo Un braccio di ferro per i rifiuti

Confartigianato contro Palazzo
Un braccio di ferro per i rifiuti
Ricorso al Tar dell’associazione per presunte irregolarità della Tari. «Esagerata». Il sindaco: «Tariffe concordate, non me l’aspettavo»

– Gli artigiani di Varese e Palazzo Estense fanno braccio di ferro. Motivo del contendere: la tassa sui rifiuti.
I toni sono alti. Confartigianato ha denunciato il comune di Varese al Tar per presunte irregolarità della Tari.
Sbalordito il sindaco : «Dal momento che le tariffe sono state concordate in sede comune con le associazioni di categoria, non mi sarei mai aspettato un ricorso al Tar – dice – Detto questo, non resta che aspettare che il tribunale amministrativo regionale decida qualcosa».
In estrema sintesi: Confartigianato Varese contesta la tassa sui rifiuti perché troppo elevata per i propri associati rispetto ai servizi ricevuti.

Più nel dettaglio: il Tar dovrà vagliare alcuni aspetti tecnici contenuti nel regolamento comunale che hanno a che fare con l’applicazione della vecchia tassa dei rifiuti e che riguardano le aziende che producono anche rifiuti speciali.
L’argomento è stato portato ieri in giunta dall’assessore : il Comune ha deciso di resistere al ricorso al Tar, anche perché in caso contrario si tratterebbe di cestinare il regolamento comunale. Confartigianato, per il momento, non vuole entrare nel merito della vicenda, che è molto complessa dal punto di vista tecnico.
È però in cantiere la preparazione di una conferenza stampa nella quale saranno spiegate a tutti i giornalisti le motivazioni che hanno portato l’associazione di categoria a presentare ricorso al Tar.
Sperando di non semplificare troppo, possiamo ipotizzare che la questione abbia a che fare con un problema già oggetto di dibattito nei mesi passati, che riguarda le aziende che conferiscono i rifiuti sia all’Aspem, sia ad aziende specializzate nello smaltimento di rifiuti speciali, pagando questo servizio a parte.
La Tari, considerando il doppio canale di raccolta dei rifiuti e le doppie spese, verrebbe dunque ad essere troppo elevata per gli artigiani, che avrebbero sperato in una detassazione delle spese sostenute per smaltire i rifiuti speciali.
Più volte questa estate Confartigianato aveva avanzato la preoccupazione che alcune categorie pagassero anche per altre, senza che i costi corrispondessero al servizio ricevuto.
Il «braccio di ferro» si gioca in un contesto economico difficile, segnato da una parte delle difficoltà del mercato e dall’altra da una legislazione mutevole, con tasse in continua evoluzione e di cui è difficile avere certezza.
Tutto con disparità evidenti anche tra i diversi Comuni del Varesotto. A Gallarate le aziende pagano 3.52 euro di Tari a metro quadrato, a Busto Arsizio 5,50 euro e a Varese 8,81 euro.

Varese, che ha le tariffe alte, è l’unico comune della provincia denunciato al Tar? Presto per dirlo, ma di certo non è la prima volta che un’associazione di categoria porta un comune italiano in tribunale.
Solo per fare un esempio: in Sardegna anche le associazioni delle imprese nuoresi sono ricorse al Tar contro il comune di Nuoro sull’aumento della Tares.
«Le bollette che stanno arrivando sono altissime. Le tariffe Tares del comune di Nuoro – è la denuncia della categoria – sono il risultato di una non corretta applicazione del regolamento e dei suoi allegati. E soprattutto non si tiene conto dei costi del servizio consolidati al 31 dicembre 2012».

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