Quindici chilogrammi di marijuana trovati sul greto di un torrente. In quale zona? La Schiranna.
Così ha raccontato al giudice per le indagini preliminari in sede di udienza di convalida il maggiore dei due fratelli arrestati tre giorni fa a Varese per detenzione ai fini di spaccio.
Nella mansarda della palazzina dove i due fratelli, 23 e 25 anni, vivono (siamo a Varese, precisamente a Biumo) gli agenti della squadra volanti hanno trovato 15 chilogrammi di marijuana distesa ad essiccare.
Di lì le manette. E se il fratello minore, difeso dall’avvocato , ha sostenuto di non sapere assolutamente nulla di quella droga sistema in mansarda ed è stato scarcerato, il più grande ha ammesso qualche responsabilità dando la sua versione dell’accaduto.
Versione che lo avrebbe visto, nella sua veste di agricoltore, andare a falciare erba da fieno in un ampio campo di proprietà alla Schiranna e notare, depositate sul greto di un torrentello secco che scorre lì vicino due o tre piante di cannabis.
Due o tre piante estremamente robuste: 15 chilogrammi è infatti il peso complessivo della marijuana sequestrata. Complessivo nel senso di droga non ancora mondata. È altrettanto vero che, in base ad una stima fatta al ribasso dagli inquirenti, il peso della droga pulita e pronta per lo spaccio avrebbe oscillato comunque tra i sette e gli otto chili.
L’uomo ha affermato di essersi imbattuto nella montagna “d’erba” per caso, di aver capito che si trattava di cannabis, di aver ceduto alla tentazione di impossessarsene in quanto, data la crisi, i problemi economici gravano sulle spalle di tutto.
Caricata la droga sul furgone l’avrebbe quindi portata in casa all’insaputa del fratello e sistemata ad essiccare.
L’uomo ha infine asserito di non avere la più pallida idea di chi abbia lasciato sul greto del torrente la droga, del perché l’abbia fatto, e soprattutto di non sapere assolutamente dove si trovi la coltivazione originaria delle piante ritrovate.
Il gip ha accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere del pubblico ministero: l’uomo resta per ora ai Miogni. Gli inquirenti nel frattempo stanno proseguendo le indagini per ricostruire la filiera: dal produttore al consumatore.
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