“Chi l’ha visto?” a Varese. Sulle tracce di Paolo Rindi

Anche la trasmissione Rai lo cerca: ieri interviste a mamma e amici. E oggi le telecamere arrivano in Val Grande: il luogo dove è sparito

– Ieri F, giornalista di “Chi l’ha visto?”, è venuto a Varese per intervistare familiari e amici di , lo studente di filosofia di 19 anni che manca da casa dal 29 gennaio, quando è partito per un trekking in Val Grande. Oggi Franceschelli sarà a Cicogna, in Val Grande, sulle tracce del ragazzo. L’obiettivo è ricostruire la vita del giovane, arrivando fino al momento in cui è scomparso e ripartire da lì, per riportarlo a casa. Le interviste si sono svolte al bar La Cupola, dove Paolo andava a giocare a scacchi e dove stava pensando di organizzare

alcuni incontri di «pratica filosofica». C’era anche , Jack, l’amico che avrebbe dovuto raggiungere Paolo a Pian di Boit e che, invece, ha dovuto fare dietrofront: «Sono stato frenato dalle condizioni dei sentieri e dalla vegetazione fitta». Quando il 29 gennaio Paolo è partito per la Val Grande in solitudine, nessuno si è stupito: «Ha sempre avuto bisogno di stare da solo per comporre poesie – racconta Corrado Santini, che conosce Paolo fin dalle medie – Avevamo già programmato di tornare insieme in Val Grande a Carnevale, perché a furia di parlarmi di quel luogo mi aveva incuriosito».

Corrado e Paolo, insieme, amavano parlare di tante cose, talvolta scontrandosi con visioni opposte: «Paolo è uno che vive ogni giorno con profondità, interrogandosi su tutto, ma senza mai avere posizioni estreme. Per esempio, è vegetariano. In montagna si porta il couscous e i cereali. Mi ha spiegato che non crede sia sbagliato mangiare la carne in assoluto, ma di non tollerare l’idea che gli animali d’allevamento non possano scappare al loro destino. Nello stesso tempo, Paolo non è il tipo che se c’è solo il prosciutto non lo mangia, si tiene la fame e ne fa una questione di principio». e sono gli amici con cui Paolo si è recato per la prima volta in Val Grande; «Ricordo che quella volta, raggiunta la meta di Orfalecchio, abbiamo parlato del futuro – ricostruisce Christian – Paolo non ci ha mia detto di avere in mente una professione definita per il suo avvenire, ma di voler fare un lavoro che lo portasse a conoscere sempre qualche cosa di nuovo».
Paolo è allenato, fa gare di corsa in montagna, è abituato a macinare chilometri. «Io e Paolo la scorsa estate abbiamo affrontato la “via degli dei”, da Bologna a Firenze, con l’obiettivo di coprire 120 chilometri tutti di fila. Siamo riusciti a farne solo 93, poi siamo crollati» racconta. Gli amici dicono che mai Paolo ha detto di voler tagliare i ponti con la città, anche se Corrado ritiene che l’amico in cuor suo sognasse di condurre una vita più naturale.

Se un certo punto Paolo avesse seguito questa propensione, seppur in modo inconscio e irrazionale? Uno psichiatra ha incontrato i ragazzi qualche sera fa, spiegando loro che è possibile che nella mente si verifichi qualcosa del genere, specialmente quando si è giovani. Certo è che Paolo non può stare tanto tempo senza la musica, così come i suoi amici musicisti non possono stare senza di lui. «Il nostro gruppo musicale The RadioAut è nato con Paolo – conclude A– Siamo tristissimi perché ci manca. Ma dobbiamo continuare a provare perché, tempo fa, abbiamo preso un impegno per una serata. Paolo è il nostro tastierista, l’elemento centrale. Abbiamo fatto arrangiamenti ai brani, ma il suo ruolo non lo diamo a nessun altro. Stiamo aspettando che ritorni».