«I soldi dei varesini andranno a Napoli. O in qualche altra città del Sud». E non stiamo parlando di soldi che dovevano venire sul nostro territorio e invece, come è successo spesso, sono stati dirottati altrove. Questi sono soldi che da Varese prenderanno il volo per andare a riempire le casse di altri Comuni. E stiamo parlando di circa tre milioni di euro.
E il sindaco rimane allibito. «Noi dovremo mettere questa cifra – dice – Milano circa 200 milioni, Monza 12. Napoli invece otterrà 150 milioni di euro. Insomma, sono sempre i Comuni del Nord a pagare. Questa situazione deriva dall’ennesima incapacità del Governo di fare fronte ai problemi di gestione di questo Paese e di portare avanti una politica equa per gli enti locali».
L’ultima beffa per Varese e gli altri Comuni del Nord è arrivata con un decreto che ripartisce in maniera non proprio equa, secondo quanto dichiarano gli amministratori varesini, le risorse del Fondo di solidarietà comunale.
Ovvero la nuova cassa che sostituisce i precedenti trasferimenti dallo Stato agli enti locali. Un fondo da cui i Comuni attingono, ma che devono a loro volta alimentare con proprie risorse. E che Varese non avesse messo in conto di ottenere chissà quale cifra, era chiaro fin da subito.
Infatti, la previsione era di pareggiare o al massimo andare in leggero attivo. Invece no. In questi giorni le nuove direttive ministeriali impongono «alla nostra città di versare in questo fondo poco più di otto milioni di euro, a fronte di soli 4,9 milioni cui potrà attingere» spiega l’assessore al Bilancio . Ieri pomeriggio, alle 16.30, si è svolta una riunione straordinaria di giunta per verificare la situazione. Che è critica.
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