– La “guerra” sulla Fondazione Molina è solo il primo tassello. Di un mosaico più ampio, che le forze politiche di centrodestra stanno già tessendo in vista delle elezioni comunali del 2016. I partiti della coalizione mostrano i muscoli l’un con l’altro, misurano equilibri, si confrontano e scontrano per conquistare posizioni di potere. Un “risiko” per determinare quale sarà la nave ammiraglia attorno alla quale le altre forze politiche dovranno aggregarsi. E chi ne sarà il comandante, ovvero il futuro candidato sindaco.
Se è difficile credere che la Lega possa realmente rinunciare ad esprimere il candidato sindaco, è altrettanto vero che per la prima volta dagli anni Novanta la situazione politica consentirebbe un cambio di casacca del primo cittadino. Non tanto per l’indebolimento che negli ultimi anni ha avuto la Lega, o perché sarà la prima volta che Varese va al voto nell’era post Bossi. Quanto piuttosto per le dinamiche interne al partito, ovvero il dualismo Salvini-Maroni.
Si parla ormai da mesi di due Leghe diverse, quella più scoppiettante e “dura e pura” del segretario federale , e q uella “incravattata” ed istituzionalizzata del presidente di Regione Lombardia , più favorevole al compromesso.
E il nome, secondo indiscrezioni che circolano a Palazzo Estense, sarebbe già pronto: quello dell’attuale vicesindaco . Esponente dell’Udc, ma ufficialmente espresso in giunta dal gruppo unico Liberi per Varese.
Il momento storico per Forza Italia e Udc (ed eventualmente Ncd) per “scippare” il sindaco alla Lega è forse il più favorevole. sta per terminare il secondo mandato consecutivo, e non è più candidabile per legge. Alla Lega manca un uomo forte, al momento. L’unica figura che potrebbe ribaltare la situazione sarebbe quella del deputato , il quale tuttavia
non sembra intenzionato a candidarsi. Anche perché strategicamente è anche l’uomo giusto da tenere a Roma. Insomma, la partita è aperta e si giocherà nell’arco del 2015. I maroniani sarebbero pronti al compromesso. L’ultima resistenza sono i salviniani, che a Varese esprimono il segretario cittadino . La “difesa di Varese”, per usare un’espressione lumbard, è tutta sulle sue spalle.
In questo scenario, si prospetta anche la possibilità di un nuovo rimpasto di giunta. Che sarebbe dovuto alla necessità di un “regolamento di conti” interno a Liberi per Varese. I vertici provinciali di Forza Italia e Udc non avrebbero infatti gradito le dure critiche, fatte dal consigliere comunale forzista , sulla scelte dei membri del cda in quota azzurra per la Fondazione Molina. Di conseguenza, starebbero pensando ad un’espulsione, che potrebbe colpire anche altri esponenti dell’area ex An, tra i quali l’ex assessore .
Per compensare la perdita di Cosentino dalla maggioranza, si starebbe lavorando ad un accordo con il consigliere comunale di Movimento Libero , per portarlo nel centrodestra già oggi. Se la cosa andasse in porto, l’assessore ai Lavori pubblici , quota ex An, verrebbe silurato. E al suo posto potrebbe entrare proprio Nicoletti, il cui seggio in Consiglio verrebbe occupato da , già consigliere comunale di Movimento Libero e primo dei non eletti. In questo modo Forza Italia arriverebbe ad epurare definitivamente da Varese gli ex An. Ovvero la voce critica dentro il partito.













