L’ombra di San Rocco sul posteggio «Se fosse vero, cantiere a rischio»

Palazzo Estense in guardia dopo la scoperta nell’area a ridosso della Prima Cappella. Puricelli: «Coinvolgeremo Talamona, i beni storici vanno tutelati a prescindere»

– «Alla luce della pregevole scoperta del professor , il Comune di Varese chiederà un approfondimento delle indagini archeologiche riguardanti l’area della Prima Cappella». A comunicarlo è , presidente del consiglio comunale.
Presente e futuro di uno dei punti cittadini più discussi degli ultimi mesi potrebbero aver cambiato letteralmente prospettiva da mercoledì scorso, giorno in cui lo studioso Talamona – membro della Consulta per la Qualità Urbana, nonché ex docente del liceo classico Cairoli – ha diffuso le risultanze del suo appassionante lavoro di ricerca.

Un documento del 1567, ritrovato nell’Archivio Arcivescovile di Milano, ha certificato l’esistenza di un luogo di culto dedicato a san Rocco sito al centro dell’antica contrada Cascina Morona: si tratterebbe, complessivamente, della zona attualmente occupata dall’ampio edificio residenziale, sulla destra rispetto alla strada che sale alla Prima Cappella, e – in prospettiva – anche dal contestato parcheggio in programma.
La cappella di san Rocco sarebbe di epoca precedente rispetto alla vicina chiesa dell’Immacolata, esistente a tutt’oggi e datata 1609, costruita proprio per “sostituirla” – in uno spazio più grande e dunque più consono – nella cura delle anime e nell’assistenza agli ammalati. Sempre nello scritto riportato alla luce dal professore e attribuibile a , arciprete di Monza, si descrive l’edificio come molto piccolo, dal frontespizio aperto e contenente un trittico raffigurante non solo san Rocco, ma anche san Sebastiano e la Vergine.

L’intero sito assume quindi un’importanza archeologica di portata incalcolabile al momento. Da qui il necessario interessamento di Palazzo Estense: «L’intenzione è quella di tutelare un possibile interesse storico molto prezioso per la città – continua Puricelli – Incontreremo e coinvolgeremo Talamona, che ringraziamo fin d’ora». Il presidente del consiglio comunale intende rendere grazie

anche a , colui che nel settembre 2014 ha promosso l’apertura al pubblico della chiesa dell’Immacolata, evento dal quale ogni ricerca ha avuto inizio. Terziroli e Talamona sono impegnati anche nella riscoperta delle vicende di sant’Imerio a Bosto in un itinerario che punta a rinverdire l’importanza storica degli edifici simbolo della Città Giardino.

Ma la notabile rivelazione di Talamona tocca inevitabilmente anche la questione parcheggio della Prima Cappella, opera che non ha mai preso il via per lo stop della magistratura a fine settembre. Tra le ipotesi di reato formulate contro ignoti dal pubblico ministero Palomba, comparirono reati ambientali quali la distruzione o il deturpamento di bellezze naturali o l’abuso edilizio in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, oltre all’abuso d’ufficio.
Quelli di natura “storica” potrebbero essere gli ultimi chiodi alla bara del progetto: «E’ evidente – conclude Puricelli – che un’eventuale conferma della scoperta creerebbe problemi e divieti ai lavori di realizzazione del park. I rilievi di Talamona, però, non si limitano solo alla zona dove sorgerebbe il silo».