Aggressione con un machete a Luino, in aula il racconto dei giovani feriti nella rissa

La prossima udienza è stata fissata per il 25 giugno. Verranno ascoltati i testimoni della parte civile e i medici che hanno seguito le vittime (foto d'archivio)

Tre interventi chirurgici, problemi di sensibilità al braccio e il lavoro perso dopo l’aggressione subita in piazza Libertà a Luino la sera del 4 ottobre 2025. È una delle conseguenze riferite in aula da una delle vittime del procedimento per tentato omicidio che vede imputati due giovani difesi dall’avvocato Corrado Viazzo.

Nel corso dell’ultima udienza davanti al collegio presieduto dal giudice Alessandro Chionna sono stati ricostruiti gli accertamenti svolti dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile e ascoltate le persone offese.

Secondo quanto emerso, i militari della Stazione di Maccagno e del Radiomobile avrebbero identificato i coinvolti anche attraverso le immagini delle telecamere presenti sul lungolago. Durante le indagini furono sequestrati due coltelli e diversi indumenti poi inviati al Ris di Parma per gli esami tecnici. Su una delle armi sarebbero state trovate impronte attribuite a uno degli imputati.

In aula il giovane colpito al braccio ha raccontato di essere stato minacciato insieme agli amici fuori da un locale del lungolago. Poi l’aggressione. «Ho visto arrivare la lama dall’alto verso il basso. Ho messo il braccio davanti al collo», ha dichiarato. Il colpo gli provocò una profonda ferita all’avambraccio sinistro. Ha riferito inoltre di essere caduto riportando anche la frattura del pollice.

La vittima ha parlato anche di successive pressioni ricevute per registrare un messaggio utile a scagionare uno degli imputati.

Sentita anche la seconda persona offesa, che ha riferito di essere stata colpita alla schiena con diverse coltellate di striscio mentre cercava di aiutare l’amico ferito.

La prossima udienza è stata fissata per il 25 giugno. Verranno ascoltati i testimoni della parte civile e i medici che hanno seguito le vittime.