Il cagnolone zoppo trova casa Miracolo varesino per Ernesto

Relax e tante coccole per Ernesto: questo dovrebbe essere l’epilogo delle storie di tutti i cani abbandonati

– Molte volte, oltre ai tanti dolori di ogni giorno ci sono le gioie, quei miracoli che ogni tanto avvengono anche se nessuno ci credeva più.

Anche il Ernesto ha avuto il suo miracolo, il miracolo dell’amore di una grande famiglia che si è innamorata di questo meticcio di taglia grossa, con una zampa atrofizzata e che gli ha dato la possibilità di essere felice.
Ernesto ha circa nove anni e ha vissuto la strada, o meglio i boschi che circondano la città. Quando i volontari del canile lo hanno trovato, era molto debilitato.

Denutrizione e randagismo lo avevano provato nel fisico. Poi c’era la zampetta sinistra posteriore sulla quale Ernesto non poteva, e non può, più contare: forse in seguito a un investimento, i muscoli sono atrofizzati e i nervi inesistenti. Il tempo ha ricucito la ferita, permettendo a Ernesto di conservare la zampa. I volontari pensavano che il cane avrebbe trascorso la sua vecchiaia in canile. Invece, dopo un anno di soggiorno nella struttura, ecco che una famiglia si è innamorata di lui, del suo carattere affettuoso e gentile. Così, ora Ernesto ha chi si prende cura di lui e lo coccola. Al momento, nel canile di via Friuli sono 35 gli animali ospitati. «Circa la metà sono cani anziani –

spiega il responsabile dei volontari Emi – Quando uno di loro trova una casa per noi è una grande gioia e una soddisfazione. Solitamente, sono i cuccioli e i cani anziani ad essere abbandonati perché il loro mantenimento è più impegnativo». Ma ora la speranza è che le cose possano cambiare, grazie alla proposta di legge avanzata dalla consigliera regionale (norme relative alla tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo) e approvata dal presidente dei Regione Lombardia, . Questa proposta di legge dedicata ai nostri amici pelosi, prevede l’ampliamento delle possibilità di accesso con i cani nei luoghi pubblici, comprese le strutture residenziali e semi-residenziali, quelle ospedaliere, pubbliche e private regionali, accreditate anche dal Servizio sanitario regionale.

«Nuovi diritti – ha sottolineato Maroni – ma anche maggiori doveri e controlli e conseguenti sanzioni, per tutelare gli animali stessi, per sconfiggere il fenomeno dell’abbandono e del randagismo, dello sfruttamento dei cani per l’accattonaggio o ancora i maltrattamenti, impedendo ad esempio di tenere i cani legati a una catena in condizioni se non dove ricorrano precise esigenze».
Tra i punti qualificanti della proposta, la possibilità di accesso a tutte le aree pubbliche e di uso pubblico, nonché di fruire di tutti i mezzi di trasporto operanti nel territorio regionale e il divieto di utilizzo della catena o di qualunque altro strumento di contenzione, salvo che vi siano ragioni sanitarie documentabili e certificate dal veterinario o per misure urgenti e temporanee di sicurezza.
Il progetto di legge si pone inoltre l’obiettivo di fermare l’accattonaggio con cani e di una migliore regolamentazione dell’obbligo di identificazione.