– Tornano le ronde. Il progetto di utilizzare cittadini come osservatori volontari per “presidiare” e rendere più sicuro il territorio, lanciato da quando era ministro dell’Interno nell’ultimo governo Berlusconi, è stato “rispolverato” in questi giorni dalla Regione. Guidata proprio da Maroni.
Due articoli nel nuovo regolamento della Polizia Locale, che sono in fase d’approvazione da parte del Pirellone, prevedono infatti che le Forze dell’Ordine locali possano essere affiancate dall’attività di associazioni per il controllo del territorio.
Insomma, il ritorno vero e proprio delle ronde.
A Varese, tra il 2010 e il 2011, avevano esordito nel capoluogo e in alcuni comuni della provincia. Ma l’ultima uscita ufficiale degli osservatori volontari risale ormai al 2012.
Un progetto che si era arenato per una serie di problemi, non ultimo quello della “spinta politica”, visto che a fine 2011 c’era stato il cambio di governo, con l’insediamento dell’esecutivo guidato da.
Gli stessi enti locali avevano avuto problemi a supportare le associazioni di volontari, dal momento che la scarsità di fondi non consentiva nemmeno un rimborso spese per quanto riguarda le schede telefoniche dal momento che, essendo comunque composte da civili, il compito delle ronde era quello di “osservare” e avvertire le Forze dell’Ordine.
In poche parole la loro “arma” era il telefono cellulare. Tuttavia, se il nuovo regolamento regionale consentirà un ritorno dei volontari, a Varese c’è già chi è pronto. «L’iniziativa era molto positiva, nonostante le difficoltà che abbiamo incontrato» spiega , fondatore degli Angeli Urbani, e ai tempi tra i protagonisti della creazione degli osservatori volontari a Varese.
Piazza sottolinea il problema della mancanza di budget. «Siamo volontari e nessuno vuole essere pagato. Però un minimo di budget, per non dover spendere soldi di tasca propria per i telefoni, sarebbe necessario».
E non solo. «Occorre anche un’informazione positiva. Le istituzioni devono spiegare alla cittadinanza qual è il nostro ruolo, che siamo sul territorio per svolgere un compito di controllo, e quindi anche che siamo un punto di riferimento». Purtroppo questo non era avvenuto, e spesso le ronde erano soprattutto oggetto di ironia. Insomma, era il concetto di osservatori volontari a non essere passato nella mentalità comune.
E quindi anche la possibilità «di fare corsi più approfonditi. Se dei cittadini che non hanno mai avuto esperienza nelle Forze dell’Ordine scelgono di entrare nelle ronde, hanno bisogno di essere preparati al loro compito».
«Che è quello di osservare ed avvertire chi di dovere, non di intervenire. E spesso ci vuole più preparazione per non intervenire che per il contrario». Ma se ci fosse un effettivo ritorno degli osservatori «noi come Angeli Urbani siamo pronti. Anche per realizzare corsi di preparazione, con esponenti delle Forze dell’Ordine che possano aiutarci».
Insomma, il progetto potrebbe ripartire anche a breve, se il regolamento della Regione diventasse effettivo e ci fosse l’interesse del Comune a metterlo in pratica.
Nel 2012 gli osservatori volontari a Varese avevano raggiunto circa le 30 unità. Con gruppi superiori alle dieci persone ogni volte che uscivano in strada. E i disagi, tra cui vandalismi, che a Varese si stanno verificando in discreto numero, potrebbero vedere la cittadinanza a favore del progetto.













