Senza pensione da 4 mesi «Ho debiti, sono disperato»

Si sfoga Alessandro Costantini, inabile al lavoro e con assegno Inps: «Ho fatto la visita per il rinnovo a ottobre, ma i soldi non arrivano»

– «Sono disperato. Mi sono già venduto la macchina, ma ho ancora cinquemila euro di debito. Non so come farò».
Queste le parole angosciate di , 50 anni di Varese, da quattro mesi senza assegno di inabilità lavorativa a causa di un «clamoroso disguido dell’Inps».
Il signor Costantini a causa di esaurimenti nervosi e malattie croniche ai polmoni e al cuore, da più di tre anni risulta inabile al lavoro. Così, dopo aver fatto la domanda per il riconoscimento di questa inabilità, ha percepito sino a novembre l’assegno pensionistico spettante.

«Ogni anno devo sottopormi alla visita medica in via Speri della Chiesa per attestare che la situazione sia invariata – racconta – Due anni fa sono andato a fare la visita di conferma a ridosso della scadenza e poi ho dovuto attendere tre mesi prima di ricevere nuovamente l’assegno».
Così, questa volta il signor Alessandro ha giocato d’anticipo. Sapendo che la sua diagnosi di aggiornamento doveva essere presentata entro la fine di novembre, l’uomo ha fissato la visita a inizio ottobre.
«Il medico legale che mi ha effettuato la visita di controllo mi ha confermato l’inabilità lavorativa. Così, ho chiamato l’Inps per comunicare che stavo per presentare gli esiti richiesti per il rinnovo dell’assegno. Normalmente, l’Inps è puntale: i primissimi giorni del mese ricevo l’assegno. Inoltre, a dicembre aspettavo la tredicesima e avrei dovuto ricevere circa 1.700 euro». Ma dicembre arriva e nessuna transazione viene fatta sul conto corrente del signor Alessandro.
«Dopo il 5 dicembre ho iniziato seriamente a preoccuparmi – continua l’uomo – E ho richiamato l’Inps chiedendo se ci fossero problemi e spiegando nuovamente la situazione».

«Dopo vari giri di uffici, mi è stato risposto di non preoccuparmi e che questa situazione era normale visto che mi trovavo a ridosso delle vacanze di Natale e che, quindi, sarebbe stato probabile che l’assegno cumulativo sarebbe arrivato a fine gennaio».
Passano le feste, arriva l’anno nuovo ma, oltre al cambio di calendario, nessuna novità all’orizzonte per il signor Alessandro. «Per far fronte alle spese ho venduto la mia automobile, nella speranza di trovarmi al più presto il versamento sul conto corrente».
Così, ai primi di febbraio l’uomo si rimette subito in moto alla ricerca di risposte.
«In quell’occasione, sempre dopo un giro di uffici e di chiamate varie, mi viene detto che non ho ripresentato il modulo compilato, obbligatorio alla scadenza dei tre anni di assegno, per riottenere l’accompagnamento per l’inabilità lavorativa. Dopo quattro mesi alla ricerca di informazioni mi sento dire che devo rifare tutta la pratica, compresa la visita medica e che non avrei avuto diritto a riottenere gli arretrati».
Scoraggiato e umiliato, il signor Alessandro si rivolge al patronato che lo aiuta nella stesura di una nuova pratica.
Intanto, fissa un nuovo appuntamento per l’ennesima visita medica che attesti la sua inabilità lavorativa, esattamente come quella svolta nel mese di ottobre.
«Il medico ha già inviato la pratica telematicamente all’Inps e oggi anche il patronato ha ripresentato la documentazione richiesta». Ma l’uomo non si dà pace. «Ci vorranno almeno un paio di mesi, se non di più, prima che la mia pratica venga presa in esame e approvato».
«In attesa del responso come farò a vivere e mantenermi? Dopo la vendita della mia automobile ho già accumulato un debito di circa cinquemila euro che è destinato ad aumentare: come potrò saldare l’intera cifra? Sono disperato e, nonostante il medico mi d’oca che non devo agitarmi per non appesantire il mio cuore è i miei polmoni, faccio fatica a seguire la sua indicazione».