– I ladri acrobati diventano fantasmi. Avvistati all’interno di una abitazione, riescono a darsela a gambe senza essere visti, ma lasciano dietro di loro almeno cinquemila euro di danni. È accaduto a una nostra lettrice, Barbara, mentre rincasava dalla sfilata di Carnevale. «Ero stata sul carro della Provincia. Una bellissima giornata. Mai più mi sarei aspettata una sorpresa di quel tipo». Dopo la sfilata, Barbara è andata a fare la spesa alla Coop. Mentre pagava, è stata informata che nella sua abitazione di via Maroncelli, una traversa di via Corridoni, era scattato l’antifurto. L’allarme era partito alle 17.44. «Sulle prime ho pensato fosse colpa del gatto. Magari, uscendo di fretta, mi ero dimenticata di chiuderlo nella sua stanza» racconta la lettrice.
Ma, arrivando davanti alla casa, si è accorta che il cancello era spalancato (aperto con un cacciavite si scoprirà poi). All’interno dell’abitazione la luce era accesa e alcune ombre si muovevano dietro alle tende, incuranti dell’antifurto. Erano le 17.49. «Ho chiamato immediatamente il 112 – continua Barbara – Io mi sono messa a fermare il traffico, a gridare. Anche i miei genitori arrivavano a casa in quel momento e mio padre si fiondato su per le scale, verso al piano dove c’erano i ladri». I carabinieri sono arrivati alle 18 e hanno fatto irruzione in casa a loro volta. Ma dei ladri non c’era più traccia. «È stato assurdo – continua la lettrice – C’era tanta gente intorno alla casa per via delle mie urla. Eppure i ladri sono riusciti a uscire senza essere visti». L’unico che forse ha notato qualcosa è stato il gatto. Durante quei minuti concitati, il felino stava immobile e fissava alcuni cespugli. «Forse i ladri erano accovacciati lì dietro. Successivamente, facendo un giro di ricognizione in giardino, ho visto che, proprio nella direzione in cui guardava il gatto, la rete era abbassata. I ladri l’avevano sicuramente scavalcata, utilizzando come via di fuga l’unico giardino confinante con la nostra abitazione dove non ci sono cani».
Non si sa come abbiano fatto i ladri a uscire di casa, ma è noto come siano riusciti ad entrare. Hanno rotto la parte bassa del vetro della finestra della cucina. Un lavoro minuzioso, compiuto in almeno 20 minuti di lavoro. All’interno i ladri si sono fiondati sugli armadi, scardinandone le ante. Per arrampicarsi sopra i mobili hanno messo i piedi sulle mensole, sui letti e persino su un panettone incartato, riducendolo in poltiglia.
In casa non c’era nulla di valore e se ne sono andati con un bottino misero: i soldi prelevati di recente per fare la spesa, una fede d’oro e qualche anello di bigiotteria. Dietro di loro hanno lasciato mobili rotti, terra, impronte e una sostanza appiccicosa non meglio identificata. L’azione è stata sicuramente interrotta. «Ho trovato in un posto diverso le chiavi della mia auto, cosa che mi fa pensare che volessero usarla per fuggire» dice Barbara.
Nelle settimane precedenti al furto, ai malcapitati erano arrivate telefonate anonime e citofonate notturne. La banda di ladri – secondo le ricostruzioni – doveva contare almeno quattro o cinque membri, agilissimi, molto veloci e silenziosissimi. «Tra vicini di casa dobbiamo aiutarci e controllarci a vicenda. Solo così possiamo evitare che si ripetano fatti del genere. Qualcuno sabato ha visto qualche movimento sospetto?» domanda Barbara, che per tutta la notte non ha dormito, alzandosi di tanto in tanto a verificare che i ladri-fantasma non fossero ancora in casa.













