– «La cosa più bella della caccia al tesoro notturna è che si finisce per perdersi a casa propria». è una dei 23 giovani che sabato scorso hanno partecipato alla caccia al tesoro notturna per le vie di Avigno. Un classico della festa della parrocchia di San Giovanni Battista. Il “pronti, partenza, via” è stato dato alle 23.30. Momento che ha scatenato un fuggi fuggi generale, con ragazzi che sbucavano ovunque, come segugi sulle prede. Poche le regole: bisogna vestire giubbotti catarifrangenti e far funzionare il cervello.È vietato usare auto o biciclette, ma si può chiedere l’impossibile alle proprie gambe. In pratica: bisogna correre, e correre forte. I ragazzi, di conseguenza, mettono il turbo e si lanciano a perdifiato nelle strade del rione, per arrivare prima degli altri, scoprire gli indizi e vincere il premio, che in questo caso era un’abbondate scorpacciata di cibo e bevande. «Questa caccia
al tesoro è una tradizione – spiega, che ha organizzato l’evento insieme a – Una volta si orchestrava un giallo in piene regola, con tanto di morto in carne e ossa. Successivamente, abbiamo declinato la serata su toni più soft, perché è capitato che si sconfinasse un po’ troppo nel thriller e la pelle d’oca venisse davvero».Per questa edizione, la caccia al tesoro ha scelto la musica. Avigno è stata disseminata di testi di canzoni italiane, da fino a Fedez, passando per i Nomadi,, Renga, Ligabue, gli 883. Scopo del gioco era trovare i testi, ricordare il titolo della canzone e comporre con le iniziali la scritta «Piazzale Chiesa». Lì, infatti, alle 2 di notte, la caccia al tesoro si è conclusa con l’immancabile bicchierata, uno spuntino e qualche tirata di orecchie alle organizzatrici che quest’anno ce l’hanno messa tutta per disorientare i partecipanti e stancarli a morte.













