– Anci, bye-bye? I sindaci leghisti sono pronti a sbattere la porta: «Il Governo ci tratta sempre peggio. O si torna ad essere barricaderi come un tempo, oppure non ha senso restare nell’Anci». L’avvertimento è di , sindaco di Varese e in passato numero uno di Anci Lombardia. Il “sindacato dei sindaci” presieduto dal primo cittadino di Torino sta stretto ai “borgomastri” del Carroccio. Il primo a sbattere la porta è stato , sindaco di Padova, poi sabato è arrivato il segnale del leader
, che sul Monviso ha definito l’Anci «un ente inutile». Prove tecniche di ribellione. «Sto valutando attentamente anch’io come muovermi – ammette il sindaco della Città Giardino Attilio Fontana, che fino allo scorso autunno è stato il numero uno delle “fasce tricolori” lombarde – ieri ho avuto un colloquio con il presidente Piero Fassino». «Deve assumere un atteggiamento diverso nei confronti del governo, non ci può essere solo la mediazione, ma quando serve occorre contrapporsi, come hanno fatto, in maniera più efficace, i suoi predecessori».
Tra i quali, paradossalmente, quel che oggi, da ministro delle Infrastrutture, è a capo di uno dei dicasteri più importanti del governo Renzi.
«L’Anci deve difendere in maniera più diretta ed esplicita i diritti e le istanze dei Comuni, che oggi si trovano in oggettiva situazione di difficoltà – sottolinea Fontana – La tattica della mediazione di Fassino, con il suo modo morbido di affrontare il Governo, politicamente non funziona, perciò è necessario tornare ad essere più diretti, più vigorosi nel confronto, in una parola più “barricaderi”, come lo siamo stati in passato. È così che, con i precedenti governi, avevamo portato a casa qualche risultato».
Attilio Fontana ricorda i tempi del governo Berlusconi, quando con il veronese era stato tra i più critici nei confronti della politica “tremontiana” di tagli lineari agli enti locali.
«Allora io stesso manifestavo contro un Governo in cui il mio partito era una componente fondamentale. Ho rischiato l’espulsione dalla Lega, ma in quel momento rappresentavo i sindaci e dovevo difenderli, mentre oggi subiamo senza battere ciglio». Anche perché i problemi, nonostante un’Anci meno incline alla protesta, non è che sono spariti: «La tendenza è sempre quella degli ultimi anni, di togliere gradualmente risorse e autonomia ai sindaci, e ultimamente è anche peggiorata» spiega Attilio Fontana.
«Basti pensare all’annunciata eliminazione della Tasi, sulla quale abbiamo già capito come vuole comportarsi il Governo: ufficialmente Renzi dice che garantirà ai Comuni le stesse risorse dello scorso anno, ma guarda caso tra i conteggi fatti dall’Anci e quelli fatti dal Governo, c’è un miliardo di euro in meno che “balla” a sfavore dei Comuni. In soldoni, un altro taglio ai trasferimenti nascosto dietro alle parole confortanti del premier. Così non va». Anche la battaglia del sindaco di Morazzone per l’effettivo versamento del Fondo di Solidarietà Comunale è stata trattata in Anci nazionale: «È uno dei tanti problemi che toccano i Comuni e su cui Anci dovrebbe prendere posizione in modo più incisivo. La risposta è sempre quella di mediare con il governo: ma che mediazione c’è in un caso come questo?».
Intanto, Piero Fassino ha chiesto a Fontana di ripensarci, visto che l’uscita dei sindaci leghisti rischierebbe di indebolire l’associazione, ma la risposta del sindaco di Varese basta a far capire in una sola frase la situazione: «Ma cosa indebolisci, un cadavere?». Insomma, il “de profundis” è dietro l’angolo.













