La Champions gratis in provincia Non si potrebbe, ma se si vede…

Martedì Manchester City-Juve sulla tv svizzera in chiaro col commento di Sannino. Carpani, capo dello sport in Ticino: «Nessuna regola infranta, è “colpa” del segnale»

L’esordio in Champions League della Juventus commentato da , uomo di calcio mai banale e scontato, non ha avuto un prezzo martedì sera per chi è riuscito a collegarsi dall’Italia al secondo canale della televisione svizzera. La vittoria dei bianconeri e le argute chiose dell’allenatore, che era stato capace di trascinare il Varese dall’ultimo posto della Seconda divisione fino alle soglie della Serie A, sono state trasmesse in chiaro sul territorio elvetico ma sono arrivate anche nelle case di chi ha captato il segnale della Rsi oltre confine.

All’indomani della serata stellare – per l’ottima prestazione della Juventus che ha battuto in rimonta il Manchester City e per il brillante commento di Beppe Sannino – due stati d’animo si sono scontrati. Da una parte i malumori di Mediaset Premium, che ha speso fior di quattrini (660 milioni di euro) per garantirsi i diritti delle prossime tre edizioni di Champions League in Italia e trasmettere le partite di Juventus e Roma in esclusiva ai suoi abbonati. Dall’altra, l’entusiasmo di tifosi e appassionati gasati dall’aver potuto usufruire gratuitamente del servizio di altissima qualità garantito dalla televisione svizzera. E ieri c’è chi ha anche scritto alla nostra redazione chiedendo quali sono le frequenze per vedere la Rsi in tutta la provincia di Varese.
La questione è però spinosa, come ci fa capire , famoso cronista a capo del canale sportivo svizzero: «Da un punto di vista giuridico – dice – non dovrebbe accadere che i nostri programmi arrivino sul territorio italiano. Ma ciò può capitare per delle anomalie tecniche che provocano infiltrazioni casuali del nostro segnale all’estero. So che non solo nel Varesotto ma anche a Milano ci sono ampie zone in cui è possibile vedere la nostra tv. Capisco che Mediaset possa essere contrariata perché ha comprato i diritti della Champions ma la colpa non è nostra: noi siamo i primi a rispettare le regole e non siamo responsabili se attraverso piattaforme non svizzere le nostre trasmissioni possono raggiungere l’Italia».

In tanti modi si può arrivare a captare la Rsi che trasmette in streaming le partite di Champions anche sul proprio sito internet, ma Carpani ci tiene ad alcune puntualizzazioni: «Abbiamo un canale online dedicato appositamente all’Italia: tvsvizzera.it. Qui si possono vedere i nostri programmi non coperti da diritti, come il telegiornale o il meteo, che da sempre è uno dei nostri fiori all’occhiello. Le partite di Champions le trasmettiamo invece solo sul sito di Rsi 2, badando bene a escludere dallo streaming

chiunque non si colleghi dalla Svizzera. Nonostante le nostre restrizioni c’è però chi è in grado di forzare il blocco perché in internet anche un ragazzino può trovare facilmente strumenti con cui nascondere il proprio indirizzo ip (è l’etichetta numerica che identifica univocamente un dispositivo collegato alla rete, ndr). Ma noi che cosa dovremmo fare? Non dare sul nostro sito le dirette in streaming? Non siamo responsabili di comportamenti sbagliati di chi arriva da fuori e usa mezzi non ortodossi pur di vederci».

Questi «mezzi non ortodossi» riguardano anche le antenne: «Oggi – dice Carpani – alcuni colleghi di quotidiani milanesi mi confidano di non poter fare a meno della Rsi e so che, come un buon meccanico può far truccare una utilitaria, facendola andare molto più veloce, anche un antennista sveglio sa come fare a portare in Italia il nostro segnale. Dall’altra parte però la normativa televisiva ha conosciuto cambiamenti epocali e ci ha escluso di fatto dal mercato italiano».
Ma, come mostra il martedì sera di Champions con la Juventus e Sannino, c’è chi non si arrende e rivuole a tutti costi la tv svizzera. Un tempo fedele compagna di tanti ragazzi italiani, cresciuti con i cartoni animati di Scacciapensieri o con le scenette irripetibili di Gatto Arturo. Gli stessi ragazzi che adesso, diventanti quarantenni, per un’indimenticabile serata di sport senza dover spendere soldi cercano una piccante scappatella in Svizzera.