C’era una volta il carcere più affollato di Italia

C’era una volta il carcere più affollato di Italia
La rinascita - Ora è un modello

– Carcere di Busto promosso dal Consiglio regionale: «Oggi è forse la struttura più evoluta dal punto di vista dell’umanizzazione del trattamento dei detenuti» il giudizio del presidente dell’assemblea del Pirellone Raffaele Cattaneo. «Il sovraffollamento è un problema superato» ha ribadito il direttore.
Ieri pomeriggio la visita alla Casa circondariale di via per Cassano da parte della delegazione del Consiglio regionale della Lombardia, guidata dal presidente e dal presidente della commissione speciale carceri , con i consiglieri , e . La delegazione è stata accolta dal direttore Orazio Sorrentini e dal comandante della Polizia Penitenziaria, insieme all’assessore ai servizi sociali del Comune di Busto Arsizio Me al direttore generale dell’azienda sociosanitaria territoriale . Ieri erano 373 gli ospiti della struttura.

«Abbiamo visitato una situazione di eccellenza – il commento del presidente Fanetti – un istituto pulito e curato. Struttura modello sotto tutti gli aspetti: l’unico neo alcune infiltrazioni d’acqua in alcune sezioni». Il presidente Cattaneo ha ricordato la sua ultima visita, un paio di anni fa: «Molti passi avanti sono stati fatti, a partire dall’apertura dell’area per la riabilitazione che allora era completata e arredata ma desolatamente chiusa e che oggi è a pieno regime.
Oggi, tra quelli che ho visitato è forse il più evoluto dal punto di vista dell’umanizzazione degli spazi, e il contrasto con il carcere di Varese (visitato dalla stessa delegazione ieri mattina, ndr) è impressionante – sottolinea Cattaneo – non è un hotel ma è un luogo dove si può stare in condizioni più umane. Abbiamo ricevuto lezioni di civismo dai detenuti». Ormai già meglio di Bollate, secondo i consiglieri regionali.
«La dimensione umana a Busto c’è – fa notare Paola Macchi – penso allo sportello amico, curato dai detenuti, che è un esempio di auto-mutuo aiuto, e un giornalino bellissimo (“Voce Libera”). Cose che si possono fare se in un carcere ci sono spazi adeguati per le attività».
Soddisfatto il direttore Sorrentini: «La riduzione del sovraffollamento ha comportato la riduzione drastica di episodi di autolesionismo e violenza. Un lavoro avvenuto attraverso un gioco di squadra, come dimostra il supporto del Consiglio regionale. Speriamo di poter fare sempre meglio anche attraverso lo stanziamento di nuove risorse».

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