Il governatore si lascia “tirare la giacchetta” ad Agrivarese. «In Lombardia investiremo per rilanciare turismo e attrattività. Anche a Varese: stiamo lavorando per riattivare il secondo tratto della funicolare verso il Campo dei Fiori, per far rinascere il “grande albergo”».
Il presidente di Regione Lombardia parla a ruota libera, dalla politica alle prospettive per il turismo, dopo aver tagliato il nastro dell’edizione 2015 di Agrivarese in Città. A fianco del presidente di Camera di Commercio che ammette: «Caro governatore, per l’ennesima volta, magari impropriamente, il territorio ti tira la giacca, sapendo che la Regione non investe a pioggia, ma per chi fa. Ora avremmo bisogno di potenziare il consorzio per l’internazionalizzazione, che ha moltissime richieste».
Da questo punto di vista, Maroni non si tira indietro. «Siamo una Regione virtuosa e, così come siamo “tirati” per quel che riguarda le spese correnti per via dei tagli, abbiamo tante risorse a disposizione per fare investimenti».
Il turismo è uno degli “asset” su cui puntare, anche per la provincia di Varese. Ma più che riattivare l’Agenzia del Turismo, per Maroni «serve qualcosa di nuovo e diverso, ma soprattutto serve la regia regionale. Lo faremo». Il governatore ha le idee chiare: «Voglio investire molto sul rilancio del turismo in Lombardia. Un esempio? Oggi abbiamo dieci siti Unesco, di cui quattro che toccano la provincia di Varese, che non vengono gestiti unitariamente, ma anche 80 campi da golf. Quanti stranieri sarebbero disposti ad abbinare le due cose se ci fossero pacchetti turistici ad hoc?». Ecco perché dopo la fine di Expo, la Regione prenderà in carico Explora, la società per i pacchetti turistici di Expo: «Diventerà il “brand operator” del sistema turistico lombardo, con l’obiettivo di valorizzare le nostre eccellenze e creare rete. Abbiamo tanti asset straordinari da riscoprire, coordinare e valorizzare, sui quali le province, che sono con l’acqua alla gola e non riescono nemmeno a fare i bilanci, non riescono ad intervenire».
Nello specifico di Varese, il governatore Maroni guarda all’accessibilità del Sacro Monte e del Campo dei Fiori. «Stiamo pensando a come intervenire sulla strada che porta alla funicolare e a rimettere in funzione la funicolare verso il Campo dei Fiori per valorizzare il grande albergo – spiega il numero uno di Palazzo Lombardia – dall’incontro di qualche giorno fa con il sindaco Fontana e monsignor Agnesi sono emerse molte idee, ora siamo in fase di valutazione dei costi e del progetto». «Se riparte la funicolare, si potrà finalmente trovare una destinazione importante per il grande albergo. Ovviamente non sarà più una struttura ricettiva, perché i tempi sono cambiati, ma ci sono tante opportunità nel campo dell’attrattività, a proposito di ambiente,
agricoltura e turismo». Insomma, l’obiettivo è far crescere l’appeal della Città Giardino. «Anche piazza Repubblica è uno di questi investimenti – spiega Maroni – L’obiettivo è sempre quello di rendere la città più attrattiva. Sarà una bella novità. Un nuovo teatro vuol dire lanciare Varese come centro culturale, mentre il trasferimento del rettorato fa parte di un nuovo assetto che rafforza l‘università». Tanti progetti importanti, sul tavolo del prossimo sindaco…«Ci vorrà un sindaco bravissimo, anche se sarà dura trovarne uno più bravo di » ammette il governatore. Domenica lo vedremo in piazza Monte Grappa da Salvini? «Portategli i miei saluti, perché io domenica non ci sarò. Sarò a New York alle Nazioni Unite per una sessione del Climate Group».
Ma il governatore smentisce una volta di più le divisioni tra lui e il segretario: «Ma qual è la Lega di Maroni? – s’inalbera – Io faccio un mestiere, risolvere i problemi dei lombardi, mentre Salvini ne fa un altro, e deve prendere consensi. Io dialogo persino con il sindaco di Bergamo che è del Pd, mentre con Ncd, se riesco persino a convincerli a votare un emendamento, come quello sugli alberghi che ospitano i profughi, che è considerato la quintessenza del leghismo, significa che il modello con cui governiamo in Lombardia è quello giusto. A Milano abbiamo bisogno di allearci con Ncd, e su questo non c’è nessun contrasto con Salvini». Anche a Varese? «Ma qui vince la Lega, a prescindere».













