Alla Schiranna è stato il primo a noleggiare le biciclette ai turisti, là dove c’era il deserto del turismo, anche quello “endo-varesino”. Si parla di cinque anni fa: da allora la sua postazione – una casupola davanti alla Canottieri Varese – è diventata un punto di riferimento non solo per coloro che decidono di visitare su due ruote parco Zanzi, la ciclabile e il resto dei dintorni, ma anche per quelli che cercano una cartina col fine di orientarsi, o un’informazione, o una semplice indicazione. risponde a tutti, anche senza guadagnarci.
La sua storica attività è a rischio chiusura, anzi oltre: pur avendo una licenza commerciale fino al 2021, il noleggiatore sarà costretto all’inizio di ottobre ad abbandonare il baracchino dove tiene le biciclette, la base del suo lavoro. La costruzione gli era stata concessa in comodato d’uso: ora il proprietario la rivuole. Lungi dal non essere previdente, il signor Zorkot già nel 2012 aveva pensato a questa scadenza, facendo espressa domanda al Comune di Varese per chiedere il permesso di costruire una nuova postazione all’interno di parco Zanzi. Il 2012 è il discrimine temporale che dà linfa a questa storia, facendola entrare nei confini della diatriba tra un cittadino e le istituzioni che lo governano: da una parte c’è il primo che lamenta mancanza di attenzione e bastoni tra le ruote; dall’altra ci sono i secondi che ribattono, restituendo le accuse al mittente.
«Alla domanda di quell’anno non ho mai ricevuto risposta – spiega il commerciante, tenendo in mano i documenti che comprovano la sua richiesta – Dopo alcune insistenze, mi è stato detto che era stata persa e che dovevo rifarla». Zorkot non si dà per vinto e la ripropone: «Ancora silenzio fino a giugno 2015. Allora ho deciso di farla protocollare e di accompagnarla con una lettera di sollecito del mio avvocato». La agognata “sentenza” amministrativa alla fine – dopo più di tre anni – arriva, ma non è quella sperata: «Mi è stato riferito che la domanda era stata considerata sbagliata, ma solo dopo il sollecito del
mio avvocato. Ho parlato anche con l’assessore Santinon, il quale si era ripromesso di aiutarmi a risolvere il problema». È di pochi giorni fa l’intenzione del Comune di Varese di potenziare il bike sharing, partecipando a un bando regionale che permetterebbe di creare un collegamento tra il centro città e la Schiranna e di costruire una nuova postazione nella località lacustre. A questo punto Zorkot si sente defraudato: «Così tagliano le gambe alla mia attività, che ora sono costretto ad abbandonare».Interpellato, l’assessore Santinon è categorico nel chiarire la questione: «Bike sharing e noleggio biciclette sono due servizi profondamente diversi – afferma – L’uno non esclude l’altro».
«In secondo luogo, al signor Zorkot sono state date diverse volte le spiegazioni sull’iter da seguire per la sua domanda: deve fare un vero progetto e passare dall’urbanistica. Nessuno gli vuole negare la possibilità di continuare». Tra chi lamenta di essere stato ignorato e chi invece nega tale trattamento rimane in mezzo un pezzo di storia in procinto di sparire, a meno che – come in qualche favola urbana succede – spunti finalmente un accordo dopo tanto penare.













