Provincia: buco da 34 milioni, rinviati a giudizio i quattro indagati. Il prossimo 4 maggio compariranno davanti ai giudici del tribunale di Varese il funzionario responsabile e i tre revisori contabili che hanno gestito il bilancio. Sono stati i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Varese, coordinati dalla Procura della Repubblica di Varese e dalla Procura presso la Corte dei Conti di Milano, a segnalare un danno erariale, di circa 34 milioni di euro, a carico della Provincia di Varese. Il danno per gli inquirenti sarebbe conseguente “all’annacquamento” del bilancio dell’Ente, intervenuto nel corso del 2012, attraverso previsioni di entrate tributarie sovrastimate relative
a “bollo auto regionale”, “imposta assicurazione r.c. veicoli a motore” ed “imposta provinciale per le trascrizioni al Pra”. Nel registro degli indagati finirono il dirigente del settore Finanze e Bilancio della Provincia di Varese, il residente e i membri del collegio dei revisori dei conti dell’ente ai quali è stato contestato il reato di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e di abuso d’ufficio. L’indagine è iniziata nel corso del 2015, quando le Fiamme Gialle varesine, nell’ambito delle attività operative di prevenzione e repressione degli illeciti in materia di spesa pubblica, hanno avviato un’attività investigativa in relazione alla gestione e rendicontazione degli enti locali.
Sono state, quindi, avviate, parallelamente, due distinte indagini: la prima, sotto la direzione della procura della Corte dei Conti di Milano finalizzata ad individuare possibili fatti costituenti profili di “danno erariale” a carico della Provincia di Varese; la seconda, coordinata dalla procura della Repubblica di Varese, con lo scopo di individuare fatti di rilevanza penale. Tra l’altro, l’Ente Provincia di Varese, aveva effettuato proprie segnalazioni alle autorità competenti in ordine a presunte anomalie contabili sui bilanci. Gli accertamenti svolti secondo gli inquirenti hanno permesso di appurare che, nel conto del Bilancio, economico e del patrimonio 2012 della Provincia di Varese, sono state appostate, per tale annualità, entrate tributarie per circa 34 milioni prive dei requisiti giuridico-contabili connessi ad una realistica previsione di entrata.
Secondo l’autorità giudiziaria, infatti, tali somme, in quanto evidentemente sovrastimate, non sono state effettivamente mai riscosse.
Quale immediato riflesso sul Bilancio 2012 della Provincia di Varese, queste entrate inesistenti avrebbero consentito di poter impegnare, per lo stesso esercizio, voci di spesa in assenza delle relative risorse di copertura. La rappresentazione di entrate “fittizie” nel bilancio consuntivo 2012 ha determinato, per la Provincia di Varese, un saldo positivo di gestione di oltre 12 milioni di euro, consentendo, non solo, di rispettare il patto di stabilità per gli enti locali – a fronte, invece, di un’effettiva perdita, accertata dai finanzieri per oltre 22 milioni di euro – ma anche di procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale a favore degli amministratori pubblici dell’ente (che in tal modo non sono stati gravati dalla riduzione del 30% delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza, prevista in caso di mancato raggiungimento del c.d. patto di stabilità).
I quattro indagati, che si sono sempre dichiarati estranei ai fatti contestati, compariranno in udienza il 4 maggio.













