I nuovi graffiti sfregiati dai writers Il surreale paradosso dei sottopassi

Alcuni vandali hanno “taggato” il lavoro che gli artisti di WgArt.it avevano dipinto, recuperando alcuni sotto passi cittadini tra cui quello di Casbeno

– Murales d’autore imbrattato. I vandali hanno taggato il lavoro che gli artisti di WgArt.it avevano dipinto in alcuni sotto passi cittadini. WgArt.it Writing è l’associazione che si occupa del progetto di riqualificazione di alcune zone della città attraverso l’arte di strada. Muri imbratti, sottopassi e zone degradate vengono trasformate in esplosioni di colore per opera di writers. Le aree vengono individuate proprio con l’amministrazione comunale e le opere sono tutte autorizzate. Sono numerosi i lavori che l’associazione ha già fatto in città, ultimi in ordine cronologico quelli di valorizzazione dei sottopassi della rotonda dell’Iper in viale Belforte – ad opera degli artisti Giorgio Bocci, Etnik e Vine – e quello del ponte ferroviario di Casbeno fatto da un’artista polacco. È proprio nella zona di Casbeno che qualche vandalo ha rovinato il murales di via Pietro Micca, vandalizzandolo con la sua tag. Il nome dell’autore del gesto di sfregio è ben visibile sul muro. La “tag” è la firma con pseudonimo che gli writes fanno sui muri che imbrattano per segnare il loro passaggio. Un po’ come i cani fanno con la pipì sui muri. Raramente sono fatte per attribuirsi un disegno. Più spesso invece sono usate semplicemente per marchiare un muro come se fosse loro territorio. “Taggare”

l’opera di un artista, fatta poi con il preciso intento di valorizzare un’arte che con i vandalismi non ha nulla a che fare, fa davvero infuriare.«Abbiamo detto e ripetuto con forza che bisogna distinguere nettamente tra chi fa arte di strada ed esprime la sua creatività legalmente e in spazi consentiti e chi invece compie atti vandalici imbrattando i muri della nostra città – ha sempre sostenuto WgArt.it- Con questi ultimi va usato il pugno di ferro e bisogna mettere in campo tutte le iniziative utili a prevenire e a reprimere il fenomeno». Fermare i vandali sembra però impossibile. «Eppure le possibilità per esprimersi gliele abbiamo date – commenta indignato l’assessore alla Cultura, Simone Longhini – Spiace constatare che episodi di inciviltà ci siano sempre». Chi imbratta i muri distrugge una forma d’arte, non la valorizza. E l’amministrazione non ha intenzione di tollerare oltre questo tipo di vandalismi. «Grazie un lavoro certosino di confronto tra firme e analisi dei social network siamo riusciti a dare un volto e un nome reale ad alcune di queste persone» aggiunge l’assessore.Le scritte sono state fatte a margine dei disegni e la situazione è recuperabile con un colpo di vernice, «resta il gesto di sfregio nei confronti di chi agisce nella legalità».