Scontro aperto tra il sindaco e il suo predecessore. Il giorno dopo che l’attuale primo cittadino Davide Galimberti ha inviato una lettera in Procura sulla vicenda della Fondazione Molina, arriva la risposta dell’ex sindaco Attilio Fontana.
Tutto è iniziato con la presa di posizione di Galimberti, che nella missiva inviata alla Procura sottolinea come «non posso non rilevare e stupirmi del fatto che i presunti illeciti di cui si discute (dal momento che sino a questo momento nessuna autorità ha dichiarato che si sono verificate irregolarità) che “stando a quanto riportato dalla stampa risalgano ai mesi di ottobre e novembre 2015 (8 mesi prima della mia elezione) siano stati resi pubblici da chi ne era a conoscenza solo dopo la mia vittoria elettorale». Galimberti ha quindi chiesto alla Procura di proseguire con il suo lavoro. Ma la risposta di Fontana, che era sindaco prima di Galimberti, non tarda ad arrivare.
«È giunto il momento che il Sindaco di Varese si assuma appieno le proprie responsabilità sulla faccenda della Fondazione Molina e non tenti di nascondersi dietro chi lo ha preceduto nell’amministrare la città di Varese – scrive Fontana – ho sempre evitato di entrare in polemiche proprio nell’interesse della città ma oggi,
essendo la seconda volta che si paventano responsabilità pregresse od ombre circa un rispetto della legalità che sarebbe, invece, in capo solo all’attuale primo cittadino devo ricordare che il mio impegno per la legalità e trasparenza amministrativa arriva da molto lontano e ben prima del impegno politico o lavorativo dell’attuale sindaco Galimberti.
Io per primo a riguardo dell’appalto mensa e ristorazione della Fondazione Molina avevo segnalato quanto dichiarato dal Cav. Pellegrini sia alla Procura della Repubblica che all’Anac che alla Corte dei Conti attivandomi prontamente: le carte sono lì a testimoniarlo. Voglio aggiungere al Sindaco che, anche in merito al finanziamento, mi sono rivolto alla Procura, riferendo tutto quanto a mia conoscenza ben prima delle elezioni amministrative, non appena ho avuto contezza di alcune circostanze.
Invito il sindaco, proprio nel rispetto della rigorosa legalità che ha sempre contraddistinto la mia azione amministrativa, a rivolgersi, come ho fatto io, alla Procura della Repubblica riferendo quello di cui è oggi a conoscenza ovvero eventuali macchinazioni o azioni, a suo dire, poco chiare: gli chiedo però di non lasciar intendere, in modo più o meno velato, un mio coinvolgimento rispetto a questi presunti fatti».













