«A fine mese me ne vado Non fate morire il minigolf»

«A fine mese me ne vado
Non fate morire il minigolf»

«Il 30 settembre sarà l’ultimo giorno per il minigolf. Adesso la mia unica speranza è che il Comune non lasci morire questo posto».

Lo afferma , che si occupa del bar e del minigolf di via Copelli dal 1979. Ogni giorno arrivano clienti amareggiati, perché la chiusura di un minigolf coincide con la fine di un’epoca. Grassi sembra davvero convinto di lasciare.

Ma l’assessore ai lavori pubblici afferma: «Staremo a vedere l’evolversi degli eventi». I tecnici del Comune sono già andati a fare un sopralluogo.

Ma Grassi non li ha visti: «Di solito, se c’è qualcuno interessato a mandare avanti un’attività, nel cambio di gestione c’è un certo movimento – dice – Invece l’impressione è quella di una calma piatta, cosa che mi fa pensare che il minigolf non interessi a nessuno e finirà per essere abbandonato». Sui cancelli del minigolf sono stati attaccati cartelli che avvertono che il 30 settembre sarà l’ultimo giorno. Ma la querelle tra Grassi e il Comune non sembra essere finita, anche perché non si è arrivati a un dunque.

Grassi, pur non avendo partecipato a un bando per la gestione, sulla base di un accordo verbale, ha avuto dal Comune nel 2011 il permesso di continuare a gestire l’attività. La Pro Loco, però, ha vinto il bando per subentrare nel minigolf senza mai farlo valere come diritto. In mezzo ci sarebbero investimenti fatti da Grassi e buoni uscita da versare per il Comune (saranno i legali a decidere cosa è dovuto e cosa no).

Come si concluderà la vicenda? Grassi consegnerà le chiavi o ci ripenserà? «Ormai la preoccupazione è solo per il futuro di questo posto che per me ha un grandissimo valore affettivo – dice Grassi – Qui sono venute generazioni intere. Ci sono genitori che portano i figli e che qui hanno vissuto tanti bei momenti». Non è escluso che per il 30 settembre Grassi non si inventi un evento dal sapore amarcord, proprio per far riaffiorare i ricordi del passato e chiudere con una lacrima una gestione durata 30 anni.

Poi, dopo quella festa, dovrà riconsegnare le chiavi in Comune e mettere un punto a una gestione portata avanti sempre dalla sua famiglia, prima con i genitori, poi con la moglie e i figli. Ne avrà il coraggio?n A. Mor.

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