Varese continua ad essere una delle province più industrializzate del nostro Paese.
E non solo: continua a macinare successi importanti in numerosi settori, tanto da guadagnarsi il primato nazionale in ben nove nicchie produttive.
A certificare il successo storico dell’industria varesina sono i dati elaborati dall’ufficio studi di Univa: «La competitività di un sistema produttivo locale – spiega Riccardo Comerio, presidente dell’Unione Industriali varesina – si basa anche sulla propria capacità di esprimere eccellenze in singole nicchie produttive».
E proprio guardando agli ultimi dati Istat il sistema Varese dimostra di aver tenuto in questi anni di crisi, «facendo leva sui propri punti di forza».
Guardando ai dati di struttura dei principali settori industriali presenti sul territorio, facendo riferimento ai più recenti dati Istat, emergono con evidenza i primati della nostra industria che, per numero di addetti in Italia, risulta essere al quarto posto nel settore gomma e materie plastiche, al quinto nel settore chimico-farmaceutico (quarto per il solo polo chimico); ottavo nel settore tessile, abbigliamento e moda (ma al quarto posto per il solo tessile) e al decimo per il settore metalmeccanico.
«Non sono molti i territori che possono esprimere lo stesso numero di primati. E ciò fa da cartina di tornasole su quanto la realtà manifatturiera sia fondamentale per la nostra economia e per la nostra capacità di creare benessere diffuso» sottolinea Comerio.
«Il made in Italy non è solo moda, il made in Italy è anche meccanica, chimica e gomma. Tutte voci queste, così come altre dove Varese esprime eccellenze magari non in termini di statistiche, ma a livello di singole realtà aziendali, che fanno del nostro territorio una delle colonne portanti del made in Italy».
E se a livello di interi settori il primato dell’industria varesina lo ritroviamo in cima a numerose classifiche, in singoli comparti la leadership è ancora più evidente: andando più nel dettaglio Varese risulta infatti piazzarsi nei primi dieci posti in Italia per addetti impiegati nell’industria in ben 28 diverse nicchie produttive. Tra queste quelle da podio sono ben nove.
Medaglia d’oro in cinque nicchie produttive riguardanti l’aerospazio; gli articoli in materie plastiche; i generatori di vapore; i cablaggi e le apparecchiature di cablaggio; e la voce “altre industrie tessili”, che comprende, tra gli altri, il tessile casa e i tessuti a maglia.
L’industria varesina è, invece, medaglia di bronzo in altre quattro nicchie: finissaggio dei tessuti; prodotti chimici di base, fertilizzanti e composti azotati, materie plastiche e gomma sintetica i forme primarie; altri prodotti chimici tra cui oli essenziali e colle; apparecchi per uso domestico. Certo, non è tutto rose e fiori e gli industriali mettono avanti la prudenza guardando agli ultimi dati relativi alla Cassa Integrazione, che fanno da termometro dell’andamento del sistema manifatturiero locale: quella ordinaria, utilizzata per difficoltà temporanee di mercato, è tornata a crescere dopo mesi di rallentamento, +1,4% nei primi 10 mesi del 2015 rispetto a un anno fa.
«I dati sull’andamento degli ammortizzatori sociali a livello locale – commenta Comerio – sono un richiamo alla prudenza. Un monito a chi considerava superata la fase di crisi. Rispetto alla rilevazione precedente il dato sulla Cassa Integrazione Ordinaria, infatti, conferma anche sul territorio un rallentamento del quadro economico registrato su più fronti a livello nazionale».
«Rimangono fattori espansivi a cui le imprese guardano ancora con interesse e ottimismo come l’ulteriore calo del prezzo del petrolio, l’euro ancora debole e le nuove misure della Bce. Ma il quadro generale rimane delicato e le attese, anche per i prossimi mesi, rimangono prudenti».












