Governo, stangata sui redditi alti A Varese tremano in settemila

Governo, stangata sui redditi alti A Varese tremano in settemila

VARESE Migliaia di varesini supertassati e 23 comuni in meno. Queste le ricadute più immediate sul territorio della nuova manovra da 45 milioni di euro in due anni proposta dal governo.Stando ai dati delle dichiarazioni dei redditi del 2010 (quelle relative al 2009) rielaborati dalla Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre, il prelievo straordinario sui redditi alti deciso dal governo riguarderebbe in tutta Italia l’1,2% dei contribuenti su scala nazionale: 380 mila le persone con un reddito compreso tra 90 mila euro e 150 mila euro all’anno (pari allo 0,9% dei contribuenti) cui verrebbe prelevata un’aliquota straordinaria del 5% in aggiunta al normale prelievo fiscale sulla cifra eccedente la soglia minima dei 90 mila euro fino a un massimo di 3 mila euro l’anno. Per altri 143 mila paperoni, quelli che dichiarano al fisco oltre 150 mila euro di reddito (lo 0,3% del totale dei contribuenti) scatterebbe in aggiunta un ulteriore contributo pari al 10% per due anni, per la cifra eccedente questa seconda soglia. Fatte le debite proporzioni significa che degli oltre 500 mila contribuenti di Varese e provincia sarebbero almeno 7mila i paperoni coinvolti: almeno 1500 con redditi superiori ai 150 mila euro e altri 4600 con dichiarazioni annuali comprese tra questa cifra e i 90 mila euro lordi l’anno. Si tratta, è bene dirlo, di numeri approssimati comunque per difetto visto e considerato che il nostro territorio è tra i più ricchi d’Italia e dunque l’incidenza dei ricchi sul totale dei contribuenti dovrebbe essere più marcata rispetto al resto d’Italia. Per

quanto riguarda la geografia dei paperoni del Varesotto destinatari di questo prelievo fiscale straordinario, 600 sarebbero residenti nel capoluogo, altri 500 nel comune di Busto Arsizio e oltre 300 a Gallarate e tra i loro nomi compaiono imprenditori, dirigenti pubblici e naturalmente, parlamentari. Parlamentari cui tra l’altro sarebbe richiesto un piccolo sacrificio aggiuntivo, il «contributo di solidarietà», pari al doppio della super tassa: in pratica i redditi dei parlamentari compresi tra 90mila e 150 mila euro pagherebbero un’aliquota straordinaria del 10% che salirebbe al 20% per la quota di reddito eccedente i 150mila euro. Un «sacrificio» che arriva tardi rispetto a quanto già chiesto alla maggior parte degli italiani e che neppure basta a placare la polemica tra i piccoli sindaci del Varesotto, quelli alla guida dei 23 comuni che secondo il Governo dovrebbero sparire per essere «accorpati» con modalità non ancora chiarite. Molti di loro ieri mattina, dopo aver letto i giornali si sono sentiti scambiandosi opinioni e battute tra goliardia, incredulità e preoccupazione per l’annuncio di una manovra poco chiara non solo nelle conseguenze ma anche negli obiettivi e il mantra che ripetono in coro, da destra a sinistra è sempre lo stesso: «I costi della politica non abitano qui dove abbiamo già ridotto all’osso le spese. Se l’obiettivo è risparmiare bisogna tagliare poltrone a Roma». Sul territorio infatti i piccoli comuni organizzano i propri servizi secondo regole di efficienza e risparmio consorziandosi tra loro per gli scopi più disparati: dalla polizia locale alla raccolta dei rifiuti, dai servizi sociali alle scuole. Lidia Romeo

s.bartolini

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