– «Stiamo lavorando grazie a quei commercianti che si sono tassati con 15 euro al mese. Con quei soldi riusciamo a pulire corso Matteotti due volte alla settimana, lavando tutte le colonne del portico. Una mattina facciamo il lato destro del corso e la mattina dopo il sinistro. Ma in città ci sarebbe da fare molto di più per combattere il degrado».
Parola di , 62 anni, l’uomo che dopo la chiusura dell’attività commerciale che mandava avanti si è inventato i Salvacittà.
Un gruppo che, con tanta buona volontà, effettua la rimozione dei graffiti e la pulizia della città, usando prodotti diversi a seconda delle superfici di intervento.
Lunedì ci siamo concentrati su via Duca degli Abruzzi, dove c’è piazza Carducci. Lì c’era un macello, non tanto graffiti, ma cose che rimangono per terra, come mozziconi, cicche, bottiglie, escrementi dei cani, bibite appiccicose.
E poi il “nero”, ovvero lo sporco più duro da togliere, quello che impregna tutto.
Il primo in classifica è la cosiddetta “galleria del degrado” vicino alla Camera di commercio, quella che si apre su piazza Ragazzi del ’99. Su quella piazza siamo intervenuti per cancellare i graffiti, ma poco dopo sono stati rifatti. Poi, al secondo posto, c’è tutta la zona di Biumo Inferiore. Poi metterei, terzi a pari merito, i vari sottopassi cittadini e la zona di via Morosini, che è una delle peggiori per quello che vi succede e per le immondizie che restano.
In via Frasconi, ce l’ha data il comune. Ovvero, il comune ce l’ha lasciata momentaneamente, ma se ce la tolgono noi siamo per strada. Abbiamo parlato con l’assessore all’ambiente Dino De Simone per capire se possiamo collaborare di più con l’amministrazione. D’altro canto è innegabile che facciamo comodo. Il nostro lavoro serve, sono gli stessi cittadini a indicarci i luoghi dove è necessario un intervento di pulizia. In tanti ci chiedono di pulire, ma poi nessuno ci dà nulla in cambio, quindi facciamo fatica ad andare avanti.
Nel 2014, dopo che sono stato costretto a chiudere il negozio di mozzarelle di bufala. Ho pensato che per pulire non serviva la laurea e che, con tanta buona volontà, sarei riuscito a lavorare. Ma le cose non sono state così semplici. All’inizio il comune è stato entusiasta, poi l’assessore uscente ha messo in dubbio la nostra professionalità. Ma noi insistiamo e siamo ancora in pista».
Adesso siamo solo io e Ignazio. Ci sono due persone che vorrebbero aggiungersi, ma con i quattro soldi che guadagniamo, tolte le spese per l’acquisto dei prodotti, non rimane niente. Quindi per ora siamo in due, ma gli altri sono pronti per intervenire se ce ne fosse la possibilità.













