«A Natale vi regalo una nuova piazza All’inaugurazione ci sarò: la sento mia»

«A Natale vi regalo una nuova piazza
All’inaugurazione ci sarò: la sento mia»
Il sindaco si racconta, dal calcio al premier, alle ronde. E ad un Paese «dove ti salvi se sei cialtrone». «Il comparto Repubblica? Fino a marzo pensavo fosse un sogno, poi...». «Il park? Lo si fa per il borgo»

– Il regalo di Natale ai cittadini è piazza Repubblica. Spero che il futuro sindaco mi inviti quando sarà il giorno dell’inaugurazione, perché sentirò sempre la piazza un po’ mia».
Di questo risultato (e di altro) si è parlato con un Attilio Fontana senza freni. In una intervista che spazia dal calcio a Renzi, passando per Marianna Madia «la più affascinante del Parlamento», fino alle ronde, con un affondo sul Paese «dove ti salvi più sei cialtrone».

Piazza Repubblica: fino a marzo pensavo fosse un sogno, poi è diventata realtà. Senza il colpo d’ala di Maroni che ci ha messo i soldi, l’operazione sarebbe stata in piedi con uno scambio di volumetrie. La scelta di realizzare il teatro nella caserma aveva l’obiettivo-doppio di non sospendere gli spettacoli e di recuperare con la volumetria della caserma le risorse economiche. Se si è atteso tanto è stato perché il tutto stava in piedi in modo difficile.

Sicuramente inizieranno i lavori per la caserma e la piazza. Sono contento, questa piazza ormai si fa, non ci sono comitati che tengono.

Mi è dispiaciuto tutte le volte che per fare piccole cose ci è voluto tanto tempo. Per le questioni che si sono incartate, come la palestra di Calcinate degli Orrigoni o la passatoia sulla Sp1, frenata dal fallimento Polita. Ma poi, è mai possibile che, dall’approvazione di un progetto all’inizio dei lavori, passi minimo un anno e mezzo? Il meccanismo delle gare di assegnazione degli appalti è un delirio per come viene gestito. Queste sono le cose che mi deludono. Ci vorrebbero procedure semplificate, leggi più semplici proprio per fermare le “maialate”.

Quelle che arrivano delle persone con cui lavoro. A partire dalle mie segretarie che tifano sempre per me anche quando qualcuno mi attacca. Elena Catelli, che chiamo per fare due chiacchiere quando sono un po’ giù. E poi il segretario Filippo Ciminelli, Elio Carrasi, Carlo Passera….

No, non mi sarebbe interessato affatto. Ma faccio una riflessione. Quando si parlava di buttarli giù quei cipressi, cosa su cui Clerici aveva ragione, allora Oliviero Toscani si scatenava, diceva che gli alberi dovevano vivere perché erano esseri viventi. Ultimamente Toscani se l’è presa con gli animalisti. Ma gli animali non sono forse esseri viventi? Quando l’ho sentito parlare, ho pensato fosse un altro. Questo esempio di schizofrenia rappresenta il Paese: l’importante è che qualcosa piaccia in un preciso momento.

È esattamente lo stesso caso di Toscani. Qualcuno, senza entrare nel merito del problema, si erge paladino di qualcosa. In questo caso il parcheggio ambisce ad aumentare la frequentazione della montagna, mica a chiuderla a una cerchia. L’assurdo è che chi vuole tenere le cose così come sono, quindi a discapito di una fruibilità maggiore del Sacro Monte, viene a incarnare il simbolo della partecipazione pubblica.


Che è una cosa ridicola.

Che effetto avrebbe organizzare un’assemblea al palazzetto di Masnago? Lì 75 mila varesini non potrebbero entrare. E chi me lo dice che qualcuno non mandi le proprie truppe cammellate per far sentire la sua voce? Il rischio è che chi vusa pusè la vaca l’è sua. La democrazia diretta va bene per comuni di tremila abitanti.

Ah però adesso mi arrabbio, perché quando le volevamo fare noi, le ronde, ci siete tutti saltati addosso dandoci degli sporchi fascisti. Oggi, con la crisi, è anche peggio: perché gli italiani che perdono il lavoro spesso hanno una rete familiare che li protegge. Mentre gli stranieri no, loro sono più deboli. Poi non bisogna confondere Varese con la parte bassa della provincia. Detto questo, le ronde le avrei già riproposte nonostante gli insulti, e le vorrei implementare. Se la Corte Costituzionale non le avesse limitate… Se non avessimo un centro sinistra tanto democratico, intelligente e colto… Adesso, chi vuole dare una mano alla città può farlo con gli Angeli Urbani.

Sono preoccupato, perché non c’è coscienza di quello che sta accadendo. Si vedono decapitazioni e non c’è indignazione. Non si prende in mano la situazione. Una sorta di becero intellettualismo dice di lasciare le cose come stanno, anche su questioni come l’Isis. Non basta più il detto “fin che la barca va, lasciala andare”, stiamo imbarcando acqua, litighiamo per stupidate, rischiando che tutto vada a fondo.

È una squadra senza anima e senza spirito di reazione. È andata bene per due partite, ma non lotta. È molle come la pelle di fico. Il calcio a Varese, se vince la gente lo sostiene, se perde no.

Nella pallacanestro manca un vero leader come Greer che c’era due anni fa. Il gioco mi sembra esasperato. Non vedo responsabilità. I giocatori sono talmente tesi che basta dare una scossa per farli andare in crisi. Speriamo.


Direi di no, se no in Italia dovrebbero retrocedere tutte le squadre. Pensiamo al Torino, che è un comune a rischio default. Questo è un Paese dove più violi la norma, più ti assolvi. Questo è un Paese dove bisogna fare debiti, essere un po’ cialtroni….

Doveva avere il coraggio di ammazzare gli sprechi. Fino a che ammazza i Comuni, ammazza i cittadini e perde consensi.

Io penso di saper fare ancora benino l’avvocato, che è il mio mestiere. Poi chissà….

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