Ho seguito una luce nel buio Ed eccomi qui

Il fogliettone di oggi è scritto da Luca Alfano, tornato a casa dopo quarantadue giorni di ricovero

Quarantadue giorni, più di una Quaresima.

È stato il ricovero più duro, trentasette giorni senza scendere dal letto, due infezioni, febbre per settimane, una notte in rianimazione, dosi di morfina. È stata dura, ma non potevo cedere, ho ancora troppe cose da fare e troppo da dare. Devo ringraziare dottori ed infermieri del Circolo, sempre attenti alla mia situazione, mi hanno trattato come un principe, senza mai tralasciare nulla, consultando i migliori dottori. Del reparto di pneumologia, posso solo parlar bene. Mi piacerebbe essere già allo stadio sabato, anche solo per dieci minuti. Sono stanco e debilitato, ma euforico. Voglio tornare a Masnago,

sarebbe un sogno. Male che vada la guarderò in tv, ma varcare la soglia del Franco Ossola mi darebbe una energia incredibile, perché io ed il Varese siamo accomunati dalla stessa sofferenza. La nostra forza è quella di non mollare, e alla fine viene sempre premiata. Io ci ho messo il 101%, ed i ragazzi in campo grazie al mister stanno facendo lo stesso. Ho vinto l’ennesima battaglia, la più dura, questa volta la vittoria è ancora più bella. E sono convinto che anche il nostro Varese vedrà l’arcobaleno all’orizzonte, e si risolveranno anche i problemi societari.

Siamo dei guerrieri, siamo nati per lottare, per soffrire e per poi gioire fino alle lacrime.

Una piccola porzione dell’affetto dimostrato dai suoi amici a Luca Alfano

Una piccola porzione dell’affetto dimostrato dai suoi amici a Luca Alfano

(Foto by Facebook)