Volontari “si cresce”: alla Brunella la formazione per chi sta sempre vicino ai bisognosi.
Iniziano oggi gli appuntamenti rivolti a chi è volontario, a chi vorrebbe diventarlo o semplicemente è curioso di conoscere questa realtà che oggi offre la mensa e la doccia per i poveri cui si affiancano l’armadio per i cambi d’abito, il centro di ascolto Caritas, e l’emporio solidale. Servizi essenziali per senzatetto, emarginati, anziani, disoccupati che da poco meno di 80 anni caratterizzano il rione, dove si insediarono i frati e proseguiti, dopo la loro partenza nel 2013, sotto la guida della parrocchia.
«Per la prima volta si fa un percorso strutturato, anche se si è sempre fatta formazione» spiega
, presidente dell’associazione “Pane di sant’Antonio” e che oggi alle 18 introdurrà l’incontro sul tema: “Quale giustizia per i poveri? Giustizia distributiva, giustizia retributiva, giustizia restitutiva” a cura di monsignor Giovanni Giudici.
La guida spirituale
Giudici, vescovo emerito di Pavia e varesino di nascita, è dallo scorso anno residente nella parrocchia di Sant’Antonio di Padova. «È presente quotidianamente, dando un apporto considerevole come guida spirituale per i volontari, ma anche come riferimento per gli ospiti. Ha una grande esperienza, maturata come referente nazionale di Pax Christi e ha visto e vissuto da vicino questi temi, incontrando testimoni e impegnati che vivono ogni giorno accanto alla povertà e operano per dare risposta ai bisogni primari. Ha dato impulso per offrire questo itinerario con relatori di livello e di contenuto».
Il calendario prevede celebrazioni, pranzi convivali, cineforum, giornate di preghiera e ritiro spirituale e di “porte aperte” ai locali che ospitano i servizi caritativi, nonchè l’incontro “Quando una parrocchia si apre ai poveri” a cura di Don Nandino Capovilla, parroco a Marghera.
Tante iniziative diverse: «Sono fondamentali i contenuti e anche i momenti conviviali per conoscersi e far crescere la comunione fra noi. Nessuno è volontario da solo, per se stesso o per gratificarsi, ma lo è dentro un gruppo. Impariamo insieme a trovare stima e accoglienza reciproca e una comune modalità di condivisione e crescita».
Sono un centinaio i generosi volontari che – a gruppi di 10 sette giorni su sette – offrono tempo, cuore, braccia e professionalità a chi è solo e in difficoltà.
«Da tre anni si sono costituiti in onlus per strutturare la vita e l’organizzazione di volontariato e per raccogliere risorse che garantiscano l’attività della mensa che non ha finanziamenti o sovvenzioni, se non la buona volontà di singoli e associazioni».
Gli accessi quotidiani sono tra le 70 e le 80 persone, per un transito complessivo di circa duecento unità.
«L’età media è attorno ai 50 anni. Una fragilità emersa recentemente che è al centro del nostro interesse per trovare soluzioni idonee. È un dato significativo che ci fa pensare che i trenta/quarantenni riescano ancora a trovare supporto in famiglia, mentre sia più difficile, proprio per l’età, per gli ultracinquantenni, che magari si trovano a perdere il lavoro».













