«Sabato e domenica scendiamo in piazza contro il “governo-fotocopia”». Nel weekend che viene, una cinquantina di gazebo in giro per la provincia di Varese per la Lega Nord, che contesta l’esito della crisi di governo e chiede di andare subito alle elezioni anticipate.
La macchina organizzativa della segreteria provinciale del Carroccio, guidata da Matteo Bianchi, si è subito messa in moto, dopo il là di via Bellerio, per provvedere immediatamente con le richieste di occupazione di suolo pubblico nel maggior numero di Comuni “attivabili” per questa nuova iniziativa lanciata dal richiamo del segretario federale Matteo Salvini.
«È la solita gazebata, per la quale la Lega della provincia di Varese si mobiliterà con una cinquantina di gazebo sul territorio – spiega Matteo Bianchi – questa volta contro la presa per i fondelli del nuovo governo fotocopia del passato, non eletto da nessuno».
L’incazzatura della base leghista, all’indomani della ormai archiviata vittoria del “No” al referendum costituzionale, è evidentissima. Salvini ieri, incassato il mandato all’unanimità del consiglio federale per proseguire la sua attività di segretario federale fino alle elezioni politiche, ha ribadito lo slogan “Voto subito”, che verrà gridato sabato e domenica nelle piazze, e ha chiesto ai governatori Maroni e Zaia di indire il referendum per l’autonomia in Lombardia e Veneto. Ma dietro la linea dura e pura del segretario, i “big” varesini del Carroccio cercano di muovere anche le pedine della diplomazia.
Da un lato il vicesegretario federale Giancarlo Giorgetti, l’“eminenza grigia” del Carroccio che ha guidato la delegazione al Quirinale per le consultazioni, che, come già Maroni, ha suggerito di «tirare fuori dal frigo il “Mattarellum”», la legge elettorale che consentì, tra l’altro, alla Lega di spedire una folta rappresentanza di esponenti del nostro territorio in parlamento negli anni in cui fu adottato, dal ’94 al 2001. Dall’altro il governatore Roberto Maroni, che ieri ha invitato ad «anticipare i tempi» sulla riforma elettorale, «e trovare un accordo per una proposta unitaria nel centrodestra, altrimenti il rischio è che le elezioni non si facciano più, perché mi pare che il presidente della Repubblica sia stato chiaro nel far presente che non ha intenzione di sciogliere le Camere senza una legge elettorale uniforme nei due rami del Parlamento. Visto che noi chiediamo le elezioni subito, vorrei evitare di offrire un pretesto a chi invece non vuole andare al voto. Penso che dovremmo essere noi a prendere l’iniziativa».n













